Martedì, 07. Settembre 2010
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Il premio Nobel per la pace incita all'omicidio. PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Giovedì 11 Febbraio 2010 14:32

E chi è questo premio Nobel così sfacciato, ipocrita ed indegno di detenere una simile riconoscenza? Un ebreo di nome Elie Wiesel 82 anni.  Il "Corriere della Sera" lo ha fotografato mentre...



Il "Corriere della Sera" lo ha rfotografato mentre parla alla Camera dei Deputati, (italiana) il 27 gennaio di quest'anno, a mani giunte come se fosse in preghiera verso i parlamentari e con la tipica faccia dell'ebreo vittima perenne del mondo.

E allora cosa dice costui, che da alcuni personaggi è stato persino accusato di aver preso fraudolentemente il nome che porta, carpito ad un ebreo morto nei campi di concetramento polacchi? Che viene accusato di non aver fatto un solo giorno di prigionia in alcun campo di concentramento tedesco, tanto meno in uno di quelli di sterminio?

Qualche giorno prima era stato intervistato alla Radio Militare israeliana dicendo queste parole:
"se il presidente iraniano Ahmadineijad fosse assassinato non verseri una sola lacrima.

Durante l'intervita ha poi affermato che il governo iraniano è un regime crudele ed oppressivo e che presto si rivolgerà alla Cina, paese che considera un grande ostacolo alle sanzioni dell'Onu. Vuole le sanzioni Elie Wiesel dalla stessa organizzazione che non è mia stata presa in considerazione da Israele quando era questa a prendersi i rimproveri e le sanzioni per la violenza, la bestialità e la ferocia con le quali l'esercito israeliano aveva colpito i civili palestinesi.

L'intervistato ha proseguito arringando la platea:"In nome della coscienza e dell'onore, da Washingotn, Parigi, Mosca, Londra, Berlino e dal Consiglio di Sicurezza Onu deve levarsi un grido di condanna più forte e inequivocabile contro le ripugnanti pratiche di Teheran.

Da quale pulpito arrivano affermazioni del genere. La Palestina è stata teatro di carneficine inumane perpetrare da nazione come Israele, nata dal ladrocinio di un territorio di appartenenza al popolo arabo. Le "ripugnanti pratiche di Teheran", potrebbero essere, al massimo, le stesse che hanno metto in atto gli israeliani. Ma, al momento, il primato della barbarie rimane tutta di Israele.

Weisel ha continuato la sua divulgazione dell'odio affermando che quella dell'Iran è una dittatura "che ha imprigionato, torturato, stuprato e impiccato migliaia di innocenti", che Ahmadinejad è "un pericolo per il mondo e un pazzo patologico...un antisemita negatore dell'Olocausto".

E forse è questa la colpa più grave del capo di stato iraniano: non aver riconosciuto i sei milioni di morti ebrei. Per questo rifiuto egli è diventato il fautore di ciò che Israele compie da anni, nel silenzio ipocrita degli americani e di tutto un mondo occidentale stretto nella morsa famelica di un sionismo strisciante inumano e cinico.

Certe affermazioni, sentite dire da un ebreo come Wiesel diventano ridicole perché provengono da una persona che guarda e sente con un occhio ed un orecchio soli, ovvero con quelli che sono rivolti versi i paesi arabi. L'occhio e l'orecchio rivolti verso Israele non vede e non sente.

I massacri, i bombardamenti indiscrimanti sui civili, il fosforo bianco usato sulla gente, gli assassinii compiuti quotidianamente dai soldati israeliani, non sono né visti, né ascoltati. Agli occhi di persone come Wiesel, Israele è il paradiso terrestre, la purezza dell'animo umano.

Quanta ipocrisia in questo vecchio ebreo che non si stanca di mentire e nascondere. E quel che è peggio non è ancora sazio dal cibarsi di quell'odio atavico che alcuni ebrei, in particolare i sionisti, hanno verso il mondo.

In tutto questo, ciò che risulta sospetto nell'aizzare le nazioni contro l'Iran è il periodo in cui è iniziata la campagna diffamatoria nei confronti del paese arabo. Wiesel si era già dato da fare nel 2006, quattro anni fa, quando l'ipotetico ordigno nuclerare non esisteva. Già da quell'anno, però, il premio Nobel per la pace, in occasione dell'apertura dell'Assemblea generale Onu, si era unito alla protesta di un gruppo di studiosi di diritto israeliani e americani chidendo che Ahmadinejad fosse espulso dall'Onu per le sue affermazioni negazioniste sulla Shoa.

Poi, nel 2008, durante la conferenza indetta dal presidente Peres aveva redarguito i capi di stato lì presenti dicendo loro che era una vergogna che Ahmadinejad fosse ricevuto nelle capitali mondiali, dal momento che minacciava Israele di attacco nucleare.

Poi, nell'agosto 2009, durante la conferenza di Durban II a Ginevra, venne ripreso un membro dell'entoruage di Ahmadinejad da un rappresentante latinoamericano del centro Simon Wiesenthal (che coincidenza!), mentre urlava a Wiesel "Sio-Nazi".

Cosa strana, il "Corriere della Sera" non fa alcun cenno al fatto che, proprio in quest'ultima conferenza, vi fu un certo Goldstone, (ebreo) che accusò Israele di crimini di guerra perpetrati durante l'operazione denominata "piombo fuso". In quell'occasione, Goldstone, accusò Israele di aver usato armi al fosfofo bianco, cosa che venne subito smentita dalle autorità politiche e militari del paese di Wiesel. Pochi giorni fa c'e' stata l'ammissione sull'uso delle suddette armi.

Ma il quotidiano antifascista, filo americo-sionista, preferisce ricordare quel "Sio-Nazi" rivolto ad un personaggio che, con tutta probabilità, non ha mia visto un solo nazista in vita sua e che, certamente, è uno dei peggiori sionisti purosangue.

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Ultimo aggiornamento Giovedì 18 Febbraio 2010 02:31
 

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