Martedì, 07. Settembre 2010
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Ancora la Glaxo Smith Klane PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Giovedì 11 Febbraio 2010 14:36

E' di questi giorni la notizia del licenziamento di 550 scienziati, molti dei quali italiani, per la chiusura del centro ricerche di Verona della Glaxo Smith Klane.

 

Il secondo produttore mondiale di farmaci ha deciso di chiudere battenti non per deficit di bilancio o per incapacità dei suoi impiegati ma per rispondere alle esigende delle leggi di mercato liberale. Se ne va un centro di ricerca sulle neuroscienze per il quale l?Oms aveva riconosciuto la sua "eccellenza mondiale". Nel centro veronese si studiavano malattie quali la depressione e le tossicodipendenze.

Il nhotizia della chiusura della Glaxo è stata accolta da una bordata di fischi da parte dei 550 scienziati raccolti a Londra. Come dicevamo prima, la società non è in defict, anzi, gli utili crescono ogni anno a due cifre anche grazie alla massiccia vendita dei vaccini antinfluenzali.

Il vero problema che ha portato alla chiusura del centro ricerche veronese è scaturito dagli azionisti, che si aspettavano una crescita del 3% in più. Ed essendo loro i detentori delle azioni, la direzione generale della Glaxo ha deciso di accontentarli tagliando i costi e lasciando a casa 550 impiegati tra i quali figurano 200 nostri connazionali.

Insomma, ha prevalso, ancora una volta, la follia capitalista libertaria, la quale ha come obiettivo solo il guadagno. Un guadagno, peraltro, avuto, ma che è stato reputato insufficiente dagli affamati azionisti.

 

Franca Porto, segretaria della Cisl Veneto ha definito, a ragione, gli azionisti della Glaxo "predatori della finanza e delle multinazionali"

I "predatori", pur di guadagnare senza misura, senza limiti e a danno di chiunque, hanno dimenticato che lo stato italiano aveva finanziato l'azienda farmaceutica con soldi pubblici per un totale di 26 milioni di euro. Soldi, tra l'altro, appena incassati.

Si deduce che, i guadagni acquisiti, oltre che con la vendita dei famraci in tutto il mondo, anche con la vendita di un numero sproporzionato di vaccini per l'influenza "A", rivelatasi utile solo per le casse delle aziende farmaceutiche produttrici del farmaco, fra cui, appunto, la Glaxo, non erano sufficienti per finanziare la ricerca al fine di produrre altri farmaci da vendere ottenendo ulteriori guadagni. Non sono stati sufficienti neanche i tagli compiuti in passato e le due mobilità realizzate prendendo per i fondelli i sindacati, ai quali era stato riferito che il sacrificio di pochi avrebbe salvato il lavoro di tanti.

Insomma, la multinazionale del farmaco mostra, ancora una volta,  il suo vero aspetto, quello di uno squalo che specula sulle malattie del mondo e che non si fa scrupoli nel distruggere la vita di centinaia di famiglie italiane che rischiando di andare sul lastrico.

E queste sono le azioni compiute dalla Glaxo di cui si viene a conoscenza perché accadute in territorio italiano e a danno di centiania di famiglie. Non si osa immaginare cosa commette nel resto del mondo.

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Ultimo aggiornamento Giovedì 18 Febbraio 2010 02:27
 

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