Martedì, 07. Settembre 2010
Home
Armi a Taiwan e alla Libia PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Giovedì 18 Febbraio 2010 14:20

 

Due fronti, due verità scomode. Due luoghi diversi dove, però, viene usata la stessa cinica perfidia.

Andiamo per ordine. Iniziamo dai rapporti cino-americani.

 

Gli strumenti di informazione, ormai ridotti a puri megafoni amplificatori del sistema mondiale, hanno messo in risalto la notizia secondo la quale il deterioramento dei rapporti tra le due potenze è stato causato dall'America nel momento in cui ha accettato, sul proprio territorio, la presenza del Dalai Lama del Tibet, capo politico e spirituale di oltre 6 milioni di tibetani.

Come tutti ormai sanno, la Cina ha occupato militarmente, sin dal 1950, il territorio tibetano in quanto ritenuta una delle regioni cinesi.

Ciò che invece i giornali, soprattutto quelli italiani, fanno fatica a dire è che l'America fornisce da anni le armi a Taiwan, altra regione che la Cina ritiene essere una propria provincia.

La questione legata alla presenza del Dalai Lama, quindi, non è la vera ed unica ragione per la quale i rapporti tra i due Stati si sono raffreddati. Caso mai, quest'ultima situazione rappresenta l'ennesima arroganza messa in atto dall'America nei cofronti di un paese già difficile ad accettare colloqui e collaborazioni con il mondo occidentale.

Probabilmente, se Obama iniziasse a ridurre l'invio degli armamenti a Taiwan, forse, la Cina aprirebbe maggiormente agli accordi sul piano di difesa del globo, sull'economia e sul commercio.

 

La questione russo - libica.

Nonostante la continue rassicurazioni da parte del nostro Premier Berlusconi sui contatti, e contratti, sottoscritti con la Libia e la Russia, ambedue parten di ingenti forniture di petrolio e gas verso l'Italia, e nonostante la continua e quasi esasperante tranquillizzazione sui rapporti che l'Italia ha instaurato con i due paesi in termini di quieto vivere, si viene a scoprire che Mosca sta fornendo armi alla Libia, un paese, quest'ultimo, ostile all'Italia da quando  il potere è stato preso con la forza dal beduino Gheddafi.

Sarebbe interessante, ora, vedere l'opera di convincimento, nei confronti della popolazione italiana, che l'attuale governo vorrà applicare, sempre che venga data l'autorizzazione alla stampa di poter trattare l'argomento.

La notizia sugli armamenti libici avuti dalla Russia arriva, tra l'altro, in un momento particolarmente critico. Da pochi giorni, infatti, la Libia ha chiuso le frontiere  a tutti i paesi europei facenti parte della cosiddetta area Schengen, quindi Italia compresa.

I motivi di tale decisione sono semplicemente folli, dettati dall'egocentrismo di chi ragiona ancora come un primitivo beduino piuttosto che come un capo di stato. La Svizzera ha vietato l'ingresso dei propri confini al colonnello Gheddafi e ad altre 188 persone a lui legate dopo che, nel luglio del 2008, aveva arrestato Hannibal Gheddafi e la moglie per le percosse date a due camerieri di un albergo ginevrino dove alloggiavano. I due libici furono rilasciati dietro cauzione. Il colonnello beduino, reagì alla notiza bloccando le forniture di petrolio verso la Svizzera. A quel puntola questione divenne diplomatica. La Svizzera, a sua volta, bloccò i voli da e per la Libia. Da allora sono continuare le scaramucce tra le due nazioni. 

Gheddafi, ora, ha alzato il tiro coinvolgendo tutti gli altri stati europei che nulla c'entrano, né con le avventure del rissoso hannibal e consorte, né con le decisioni elvetiche.

Intanto, a scontare i disturbi neurologici del beduino africano sono stati i primi manager che si sono visti rifiutare il timbro d'entrata nel paese africano e respinti in malo modo verso l'Italia.

Di fronte ad una situazione dle genere, Mosca, sta armando Gheddafi, facendo finta di non interessarsi delle attuali vicente.

In realtà Mosca, molto probabilmente, sta giocando un ruolo astuto e determinante per il controllo dell'intera Europa. Se si troverà, come alleata, la Libia grazie al sostegno degli armamenti, potrà governare meglio le fonti energetiche di tutti gli stati europei. La conseguenza è scontata. Il vecchio continente non solo rischia di non poter mettere in moto i proprio carri armati, ma neanche la luce elettrica delle abitazioni civili.

E noi stiamo a guardare e ad incassare le follie di un dittatore pazzo e l'egemonia russa che non è dissimile da quella messa in pratica dagli americani.

Questo, i nostri giornali, non lo dicono, o se lo fanno, trasmettono simili notizie in sordina, all'interno delle loro pagine ed in trafiletti che, per la loro visibilità possono essere paragonati ai necrologi.

Un mondo in subbuglio e la nostra informazione continua ad essere schiacciata dal sionismo strisciante dove si annida l'interesse economico e politico dei soliti pochi.

 

 

Commenti

Nome *
URL
Code   
ChronoComments by Joomla Professional Solutions
Invia commento
Ultimo aggiornamento Venerdì 02 Aprile 2010 22:21
 

Telenon

UTILIZZO DI TELENON: -Cliccare al centro del video per visionare i contenuti on line. -Cliccare su "ON DEMAND" per visionare i titolo che compaiono sul lato destro nel monitor. -Cliccare sul titolo per visionare il filmato. -Cliccare in basso a sinistra pre spegnere il monitor.

Che ora è

Ulti Clocks content