Statuto

del

NUOVO ORDINE NAZIONALE

Lo Statuto del Nuovo Ordine Nazionale   in seguito denominato (N.O.N.)  è redatto dal suo fondatore e Segretario Nazionale Giuseppe Martorana. Il documento è stato ufficializzato con atto notarile presso lo studio del Notaio Quagliata in Milano il 22 Dicembre 2003. La sede del N.O.N. è sita in Piazza Chiaradia 9 - 20141 Milano.

 

CAPITOLO I

LEGALITA’ E LICEITA’ DEL N.O.N.

Il Nuovo Ordine Nazionale risulta essere a tutti gli effetti un’associazione politica totalmente legalizzata. Per gli scopi che si prefigge e per l'opera politica che si appresta ad esercitare esso non può rientrare nei reati previsti dalla XII Disposizione Transitoria della Costituzione Italiana.

Inoltre lo Statuto del N.O.N. si rifà ai principi ed alle regole già in vigore per altre situazioni politiche di cui il sig. Giuseppe Martorana è stato riconosciuto erede legittimo, sia per i principi politici e la carica assunta,  e fautore sia per le regole applicate. La mole documentale giuridica emessa a favore delle suddette situazioni politiche ci consente oggi di programmare il futuro politico del Movimento attraverso il presente Statuto.

 

CAPITOLO II

EMBLEMA

Il simbolo del Nuovo Ordine Nazionale (N.O.N.) è composto da un'aquila stilizzata  il cui capo, per chi è rivolto verso il simbolo, risulta essere rivolto verso destra lasciando ben vedere il rostro. All'interno del corpo dell'aquila è apposta la sigla del Movimento (N.O.N.) le cui lettere sono in sequenza e rispettivamente di colore verde, bianco e rosso ( riprendendo i colori della bandiera italiana). All'interno della lettera "O" ,  sullo sfondo bianco, capeggia il Fascio Repubblicano di Mazzini. Sotto la parte finale dell'aquila sono presenti tre fasce mosse di colore rosso all'interno delle quali, per ognuna di esse,  sono scritte rispettivamente - e distaccate l'una dall'altra - le tre parole che formano il nome del movimento (Nuovo Ordine Nazionale).  Il simbolo politico può essere rappresentato, sia dall'emblema per intero, (come qui descritto),oppure con le due lettere "N" diversamente stilizzate, ovvero con le due barre esterne delle due lettere "N" posizionate obliquamente, una poco più sotto rispetto all'altra, congiunte fra esse con un segmento centrale orizzontale. Le due "N" così stilizzate possono apparire in coppia all'interno della bandiera italiana su uno dei tre colori. Il fascio repubblicano, da solo, può essere inserito anch'esso sul colore bianco della bandiera italiana all'interno di un cerchio con bordo nero, con o senza la presenza delle due lettere "N". In ogni caso, sia le due lettere stilizzate, da sole, sia il fascio repubblicano singolarmente, così come appena descritto,  possono rappresentare politicamente il Nuovo Ordine Nazionale

 

CAPITOLO III

TUTELA DEL SIMBOLO E DEL NOME

A tutela del simbolo e del nome del Nuovo Ordine Nazionale, è stata effettuata la registrazione presso l’Ufficio Brevetti della Camera di Commercio ed Artigianato di Milano la cui proprietà ed i cui diritti sono così attribuiti unicamente al Sig. Giuseppe Martorana.

 

CAPITOLO IV

ORIGINI STORICHE

(PROLOGO)

E’ d’obbligo citare le radici storiche dell’ideologia che contraddistingue il N.O.N. dagli altri partiti o movimenti politici affinché possano essere chiari per tutti due punti fondamentali:

1°) LE RADICI DEL CREDO POLITICO DEL N.O.N.

2°) LA NECESSITA’ DI VALUTARE E CONOSCERE LA STORIA  (italiana e fascista) NON GIA’ PER GIUSTIFICARE LA NOSTRA PRESENZA POLITICA MA PER DARE FINALMENTE LA GIUSTA LUCE ALLE  VICENDE STORICHE DI IERI.

Si ritiene quindi opportuno, all’interno di codesto Statuto, indicare alcuni punti epici, (i più importanti e significativi) della storia fascista ed italiana affinché ciò possa servire ai nuovi militanti (ma anche ai veterani) come base di riconoscimento e perfezionamento del proprio credo politico.

(COGNIZIONI GENERALI)

Il N.O.N. è un Movimento politico che fonda le proprie radici nell’ideale Fascista Mussoliniano.

Esso non si propone per rifondare il disciolto Partito Nazionale Fascista, né si impone contro l’universale idea democratica ma, anzi, auspica tale soluzione politica attraverso il corporativismo, essenza dell’idea originale del Fascismo.

Il Movimento fa propria tutta l’ideologia Fascista Mussoliniana escludendo dal contesto politico, sociale e civile ogni qualsiasi forma di violenza fisica, morale e/o psicologica rivolta nei confronti dei cittadini appartenenti a qualsiasi nazione, razza, ceto e religione che non si riconoscono ideologicamente nel pensiero politico del N.O.N.

(RADICI STORICHE)

Il credo politico principale quindi risulta essere per i N.O.N. il pensiero Mussoliniano, dalla sua origine alla sua metamorfosi avutasi a Verona nel 1943 dove si verificò una vera e propria trasmutazione politica così profonda e radicale da non potersi, se non storicamente inteso, congiungere con il fascismo precedente (1992 - 1943) imperniato su diversi valori e mete.

Il N.O.N. però non rinnega nessun momento storico relativo sia a Mussolini, padre del pensiero originale, sia all’ideologia scaturita da quel pensiero.

Riteniamo il fascismo di Mussolini un pensiero costantemente all’avanguardia nei tempi e un concetto politico sempre concretizzabile fin quando esisterà una società desiderosa di darsi delle regole e delle leggi sociali giuste e civili.

Storicamente siamo quindi i prosecutori dell’ideale fascista, rivisto e corretto a secondo delle esigenze dei tempi. Crediamo sia il fascismo la matrice unica ed immortale con la quale poter “coniare” le regole basilari sociali, civili e politiche italiane.

E proprio perché ci facciamo completamente carico dell’intero periodo fascista riconosciamo la inattuabilità odierna di alcuni punti che furono, di contro e nei tempi trascorsi, pilastri importanti per il fascismo del cosiddetto “ventennio ”.

DISAPPROVIAMO OGGI CIO’ CHE AVREMMO PIENAMENTE APPROVATO IERI, momento storico in cui riteniamo che i comportamenti consolidanti fascisti, seguiti dalla necessità economica e finanziaria di acquisire “un posto al sole ” nelle terre africane, facevano parte di una “forma mentis ” tipica delle più prestigiose potenze europee come Francia ed Inghilterra alle quali si era aggiunta l’Italia con Mussolini a capo del Governo. Peraltro va fatto presente che l'espansione coloniale non è stato un concetto esclusivamente fascista ma era stato ereditato dai governi precedenti con l'occupazione della Libia.

Consideriamo il tempo immediatamente successivo alla fine della I Guerra Mondiale come il giusto periodo nel quale si è manifestata e concretizzata l’idea fascista, (nata, ancor prima dell’entrata in guerra dell’Italia), grazie anche all’avallo di Casa Savoia attraverso il Re Vittorio Emanuele III prima e lo Stato Pontifico, attraverso Papa Pio XI dopo.

(CONTESTAZIONI STORICHE)

La storia Fascista, ha subìto nel corso dei decenni, una manipolazione talmente complessa e profonda da parte di coloro che si definiscono “i vincitori” della II Guerra Mondiale da far risultare il momento storico e l'ideale che lo ha contraddistinto un periodo artificioso e completamente falsato, come una sorta di profondo abisso dentro il quale il popolo italiano si è ritrovato segregato per volontà altrui o, peggio ancora, come se fosse stato trascinato dagli eventi di natura violenta (definiti da alcuni politici del dopo guerra "tipici del fascismo" ) che si sarebbero manifestati per ottnere la presa del potere da parte di Mussolini.

Per questo il N.O.N. ritiene doveroso, non solo agli occhi dei propri militanti, ma anche e soprattutto per ragione di verità di fronte a tutti i cittadini appartenenti allo stato italiano, appoggiare la ricerca sulla Verità Storica di quel periodo attraverso le opere di revisionismo della storia fascista.

In particolare riteniamo antistorica, faziosa e totalmente falsata la verità sulle cosiddette

“Squadre d’azione“

fasciste, in quanto esse furono formate inizialmente non per offendere, bensì per difendere sezioni e uomini del fascismo dalla violenza comunista e socialista, tipica di quei tempi, che si era manifestata attraverso la costituzione degli Arditi del popolo, di chiara matrice socialista - comunista.

Mussolini stesso, in uno dei suoi discorsi tenuti al Parlamento, rivolgendosi alla dirigenza dei due partiti, chiese la fine delle ostilità sul campo che avevano procurato oltre tremila morti nelle fila fasciste contro qualche centinaio di decessi nelle fila opposte. La sua mano tesa in segno di pace non fu accettata e lo squadrismo subì ulteriori attacchi dai quali dovette difendersi a tutela della sopravvivenza dei componenti.

Infondata e calunniosa è poi la paternità data a Mussolini del

“Delitto Matteotti “

Esso fu compiuto da uomini, sì, vicini al futuro Capo del Governo, ma che agirono in piena autonomia se non addirittura sotto il controllo prezzolato delle forze politiche, (italiane e/o straniere), contrarie all’avvento del fascismo le quali decisero di mettere in atto un ultimo disperato tentativo che si concretizzò attraverso l’omicidio del deputato socialista al fine di creare, (come furono creati), odio e rancore nei socialisti, nei liberali e nel complesso di tutte le forze politiche nei confronti del capo del Fascismo.

Tale condizione permise alle forze avversarie al Fascismo di evitare una possibile unificazione e fratellanza politica a cui Mussolini, (uomo rimasto sempre profondamente legato al socialismo, ma quello intelligente), auspicava da tempo e che già aveva in gran parte concretizzato con la formazione del suo primo Governo all’interno del quale inserì gli esponenti di quasi tutti i partiti presenti in parlamento, ad eccezione dei comunisti e socialisti che rifiutarono autonomamente e per puro puntiglio di partecipare alla coalizione di Governo.

Va ricordato inoltre che Mussolini non avrebbe avuto alcun motivo ed interesse a volere la morte del deputato socialista in quanto egli godeva lealmente e legalmente di un numerosissimo consenso popolare datogli da una politica tutt’altro che criminale. Il caso Matteotti fu, piuttosto, un duro colpo alla sua popolarità e dignità di uomo e di politico.

Considerando l’omicidio Matteotti opera di forze contrarie al Fascismo, benché compiuto a tradimento da appartenenti a tale ideologia, riteniamo questa, unita all’azione denominata “ritiro all’Aventino ” compiuta principalmente dai deputati socialisti, la vera causa costrittoria che spinse Mussolini alla dittatura e non più ad un Governo di coalizione.

Altro punto principale della storia italiana e fascista che viene fortemente contestata, è quella relativa alle cause dello scoppio della

“II Guerra Mondiale “

Tale immane tragedia è stata falsamente imputata alla unica ed assoluta volontà di Mussolini di entrare in guerra, occultando volutamente e con premeditazione quella storia che invece vede come imputati e reali colpevoli le principali nazioni vincitrici della I Guerra Mondiale, vale a dire Francia, Inghilterra e Stati Uniti.

Riteniamo che i Trattati di Versailles siano stati la vera origine della II Guerra Mondiale, trattati le cui condizioni di pace furono aspramente criticate dall’Italia benché fosse anche essa una delle nazioni vincitrici.

La cecità, l’ottusità e la voracità delle potenze colonialiste dell’anti italiana Francia (si ricordi il detto della guerra ai “pidocchi”), e dell’anti fascista politica inglese espressa dall’allora Ministro Eden (si ricordino tra le tante arroganze e soprusi subiti le sanzioni promosse dall’Inghilterra e approvate dalla Società delle Nazioni) videro nella Germania un’ennesima colonia da sfruttare a proprio piacimento e nell’Italia (chiamata in maniera dispregiativa “italietta”) l'incapacità di esigere ciò che le era stato promesso a guerra ultimata e vinta. Queste furono solo alcune delle cause principali che crearono le basi del secondo conflitto mondiale.

Il crollo della borsa di Wall Street fece il resto, bloccando i finanziamenti che la Germania era costretta a richiedere all’America (con tassi non certo agevolati) per pagare le inumane pretese di risarcimento per danni di guerra imposte sempre dal trattato di Versailles.

Le stesse nazioni (insieme agli Stati Uniti) furono altrettanto responsabili dell’alleanza che l’Italia dovette in seguito forzatamente sottoscrivere con la Germania di Hitler.

La nostra Nazione, infatti, con Mussolini capace di farsi rispettare all’estero, era divenuta troppo “pericolosa “ sia per i contrapposti interessi degli antifascisti (ed anti italiani) francesi, sia per i colonialisti (e massoni) inglesi.

Riteniamo storicamente provato che Mussolini, se non fosse stato costretto dalle potenze citate, mai si sarebbe alleato con il nazionalsocialismo di Hitler. Prova storica ne è il fatto che al tentativo tedesco di annettere l’Austria alla Germania, (Anschluss), Mussolini ordinò lo schieramento di ben quattro divisioni lungo la frontiera con il Brennero a difesa, oltre che dell’Italia, anche dei confini austriaci del Ministro Dolfuss.

L’indifferenza politica e morale, (certamente voluta e non casuale), delle “democratiche “ nazioni francese, inglese ed americana di fronte a tale importante e pericoloso evento, fu l'inizio, per l’Italia, dell'allontanamento dal programma politico ufficiale internazionale di dette nazioni e contribuì, come previsto da altri  programmi occulti, ad incanalarla verso l’alleanza tedesca.

 

CAPITOLO V

(FASI STORICHE EVOLUTIVE DELL’IDEOLOGIA)

Abbiamo visto i principali punti storici a cui il movimento si riferisce, (sia di appartenenza, sia di contestazione storica), e che identificano la nostra origine a quel fascismo che, nel tempo, ha subito diverse fasi evolutive in tutti i campi, da quello storico a quello politico e sociale.

L’evoluzione indicata si concretizza in tre fasi:

la prima fase è quella detta di consolidamento dell’ideologia nel contesto del suo tempo, ovvero nel periodo in cui si è materializzato il primo fascismo seguito dalla fondazione del Partito Nazionale Fascista e l’ascesa al potere il tutto - è importante non dimenticarlo - con gli auspici e la benedizione del Re Vittorio Emanuele III e di Papa Pio XI).

La seconda fase evolutiva, (e non regressiva come si potrebbe facilmente credere), è quella che inizia con il tradimento del 25 Luglio 1943, continua con il vergognoso armistizio del 8 Settembre dello stesso anno per poi ristabilizzarsi con la fondazione della Repubblica Sociale Italiana.

Questa seconda fase segna una radicale trasformazione di quel fascismo inteso nella prima fase (con conseguente inutilità - nel dopoguerra - dell’applicazione della legge Scelba in quanto il P.N.F. e tutto ciò che esso rappresentava rimane relegato in un arco di tempo ormai passato ed abbandonato dallo stesso Mussolini). Nascono, in questo frangente, motivi politici, sociali e civili adatti ai tempi che non necessitano più degli inni all’impero romano, né del P.N.F. quale partito di aggregazione fascista. La REPUBBLICA SOCIALE ITALIANA diventa la nuova Bandiera ed il nuovo Stato Fascista sotto il quale e per il quale si avranno oltre centomila morti ufficiali (molti altri verranno occultati e cancellati persino dalla memoria dei “democratici “ del dopoguerra) caduti in difesa della Nazione e dell’onore d’Italia.

La terza fase si instaura dopo oltre cinquant’anni dalla sconfitta militare (ma non ideologica). Il fascismo del P.N.F. e della R.S.I. rimangono vivi e presenti solo per cultura, storia e tradizione. Politicamente il fascismo del duemila è ben diverso dalla due fasi precedenti. Esso, già da tempo, non rincorre più il “posto al sole “ né cerca alleanze militari internazionali per schierarsi con questa o quella fazione. Il tempo delle guerre coloniali e di sopravvivenza è ormai passato. Il nuovo fascismo lascia volentieri, ora come allora, la paternità degli atti intimidatori, provocatori ed arroganti alle solite potenze “democratiche “quali Francia, Inghilterra e Stati Uniti, le quali, oggi come ieri, iniziano e finiscono guerre create a loro uso, consumo, piacimento ed interesse. Ancora una volta le “democratiche “ potenze colonialiste ( perché nel corso dei decenni esse sono rimaste tali, pur avendo sempre condannato le altre nazioni che, nel passato, imitavano la loro stessa politica espansionista), detengono il controllo ed il potere finanziario di quasi tutto l’Occidente.

Ma proprio perché, ancora oggi, tutto è rimasto uguale a ieri il nuovo fascismo ritorna ad essere quel movimento rivoluzionario anticapitalista, antimassone, antimondialista ed antigloblizzatore che, già a suo tempo, seppe imporsi come politica alternativa ed universale per il bene del proprio popolo ed a tutela dei propri confini, nonché dei propri usi e costumi.

Oggi quindi, nella terza fase esiste un nuovo fascismo che, benché affondi le proprie radici nella cultura e nella storia del Fascismo Mussoliniano, nulla rinnegando del passato, ha nuovi connotati politici e nuove mete da raggiungere adatte ai tempi ed ai problemi attuali.

 

CAPITOLO VI

(ESTRANEITA’ A TENTATIVI DI RIFONDAZIONE DEL

PARTITO NAZIONALE FASCISTA)

Riteniamo infondata ogni accusa di ricostituzione del disciolto Partito Nazionale Fascista in quanto l’anacronismo storico, politico e sociale sarebbe talmente evidente ed in contrasto con i tempi attuali che potrebbe arrecare più danno alla nostra ideologia politica che alla Costituzione Italiana.

Quanto appena detto va aggiunto ad un altro fattore non meno importante e cioè che, affinché si possa definire ricostituito il P.N.F., occorrerebbe la presenza di tutti i diversi fattori che all’epoca portarono alla costituzione di detto partito. Questi fattori primari, quali ad esempio il potere politico della monarchia e la benevolenza della Chiesa, quella di Papa Pio XI, sono oggi inesistenti.

Il P.N.F. può essere inteso ricostituito solo attraverso una politica avente, oltre che i poteri paralleli sopra menzionati anche gli stessi principi e le stesse mete scaturenti da una condizione sociale oggi inesistente e con le stesse cognizioni politiche e culturali del tempo, Dovrebbero inoltre esserci  la stessa animosità propagandistica da contrapporre a quella tipica dei socialisti e comunisti di allora, gli stessi pericoli di ingerenze di paesi stranieri e quant’altro la storia ha tramandato ai nostri giorni.

Mancando una sola di queste componenti, è impensabile riuscire ad ottenere lo stesso risultato già avuto in passato.

A tale proposito, anche se con argomentazioni diverse, si è espressa anche la Magistratura italiana la quale ha sancito la  completa legalità dell'operato già svolto dal segretario nazionale, ritenendo opportuno archiviare le richieste di condanna relative alla illegalità addebitategli in quanto “… il fatto non sussiste “.

 

CAPITOLO VII

STRUTTURA INTERNA DEL MOVIMENTO

Il Movimento si prefigge di regolamentarsi al proprio interno attraverso una struttura in grado di organizzare e coordinare, sia i militanti a livello nazionale, sia le sezioni e i coordinamenti dei vari luoghi d’Italia di ogni ordine, funzione e grado.

E' interesse del N.O.N. istituire associazioni, centri culturali e di ricreazione; proporre feste, incontri, discussioni, dibattiti conferenze, convegni, congressi e tutto ciò che può essere inerente agli interessi politici, ideologici, storici, sociali, civili e di attualità al Movimento.

Tutto il sistema gerarchico é costituito con la più ampia democraticità attraverso il consenso elettorale proveniente dalla base, che ha potere di eleggere i rappresentanti delle varie categorie e di territorio. Questi, a loro volta, eleggono i vertici dell’organizzazione che rappresentano il Movimento a livello pubblico e legale.

La struttura, oltre ad essere costituita per categorie e territorio, è composta da tre “settori di base ” e due “settori paralleli ”.

I settori di base raggruppano i diversi livelli dell’organizzazione politica che, nell’insieme, formano la struttura intera del Movimento, mentre i settori paralleli costituiscono il supporto culturale e di formazione sia per i militanti del Movimento, sia per coloro che dall’esterno si avvicinano al nostro raggruppamento politico.

Le prime tre strutture sono singolarmente composte nel seguente modo:

PRIMA STRUTTURA DI BASE

Militanti

Sezioni locali

Coordinamenti Provinciali (Capi di Provincia)

 

SECONDA STRUTTURA DI BASE

          Coordinamenti Regionali (Federali Regionali) - Esecutivo Nazionale

Consiglio di Accettazione e Disciplina - Esecutivo Nazionale

Rappresentanti di Categoria - Esecutivo Nazionale

Gran Consiglio di Disciplina Straordinario

Commissione Straordinaria dei Vertici dirigenziali o Ufficio Politico

Organo di Informazione

TERZA STRUTTURA DI BASE

Ministero della Propaganda - Ufficio Politico

Ministero per i Contatti Esteri - Ufficio Politico

Coordinamento d’area (Commissari Federali) - Ufficio Politico

Tesoreria -Ufficio Politico

Vice Segreteria - Ufficio Politico

Segreteria Nazionale - Ufficio Politico

 

Le strutture parallele sono invece composte come segue:

 

PRIMA STRUTTURA PARALLELA

Ministero dei Saggi

SECONDA STRUTTURA PARALLELA

Ministero delle Professioni

 

CAPITOLO VII (sub-1)

ORGANIZZAZIONE DI CATEGORIA

L’organizzazione di categoria si articola in categorie produttrici che comprendono, singolarmente, gli imprenditori, i tecnici, i lavoratori e i pensionati del settore.

Le categorie sono le seguenti:

         - Amministrazione pubblica e polizia

- Forze Armate

- Industria

- Commercio

- Artigianato

- Sanità

- Previdenza

- Territorio ed Ambiente

- Agricoltura, zootecnica e pesca

- Energia

- Trasporti

- Comunicazioni

- Turismo e attività alberghiere

- Credito ed Assicurazioni

- Libere professioni

- Attività domestiche

- Informazione

- Pubblicità

- Sport

- Arte e spettacolo

- Scuola

- Cultura

- Ricerca

 

CAPITOLO VII (sub-2)

ORGANIZZAZIONE DI TERRITORIO

L’organizzazione di territorio è composta nell’ordine da:

- Sezionale

- Comunale

- Provinciale

- Regionale

- Area

 

 CAPITOLO VII (sub-3)

ORGANIZZAZIONE DELLE STRUTTURE E DEI SETTORI

Le categorie dei lavoratori vengono rappresentate ognuna da un esponente eletto a maggioranza da parte dei militanti di ogni singola categoria per ogni regione.

L’organizzazione territoriale viene rappresentata dai singoli esponenti delle varie sezioni eletti dalla base. Gli esponenti di sezione  votano gli esponenti provinciali, che a loro volta designano gli esponenti regionali i quali eleggono gli esponenti d'area. Questi ultimi eleggono il Presidente Nazionale che partecipa di diritto al Congresso Nazionale ed alle votazioni.

Anche gli Esponenti Regionali e D'Area partecipano di diritto al Congresso Nazionale ed alle votazioni.

 

CAPITOLO VIII

CONGRESSO NAZIONALE

Il Congresso Nazionale viene indetto ogni 5 anni ed ha lo scopo di modificare, sostituire, annullare e creare le direttive e le linee di condotta politiche, l’organigramma ed il programma politico del Movimento.

L’Assise può esser indetta in forma Ordinaria “, se voluta nei tempi prestabiliti da tutta la Dirigenza Nazionale al completo, la quale provvede alle opportune comunicazioni da spedire agli aventi diritto al voto, oppure può essere indetta in forma Straordinaria se chiamata a riunirsi dietro richiesta del solo Segretario Nazionale, oppure della Dirigenza Nazionale escluso il Segretario Nazionale, o ancora della Dirigenza Nazionale al completo e dal Segretario Nazionale prima della scadenza dei 5 anni previsti.

Possono partecipare ed essere invitati tutti i militanti e simpatizzanti del N.O.N.   A discrezione della Dirigenza Nazionale, possono essere invitai inoltre ospiti, giornalisti direttori dei giornali, sia d’area, sia estranei ed esponenti dei diversi movimenti e/o partiti. Per nessuna delle categorie citate esiste l’obbligo, da parte della Dirigenza Nazionale, dell’invito ufficiale e documentato. Nessuno degli elencati ha diritto al voto, né può intervenire sui temi dell’Ordine del Giorno se non espressamente richiesto o concesso dalla Presidenza del Congresso Nazionale.

Partecipano di diritto e votano i membri dellEsecutivo Nazionale composto dai Federali Regionali e Commissari Federali; la Dirigenza Nazionale, composta dal Vice Segretario Nazionale del N.O.N., dal Segretario Nazionale del MINCONES, (Ministero per i Contatti Esteri) dal Presidente di Categoria, dal Segretario Nazionale del MINPRO, (Ministero della Propaganda), dal Tesoriere e dal Segretario Nazionale del N.O.N.

I Federali Regionali ed i Commissari Federali, sono eletti ai Congressi Locali dove vi partecipano gli aventi diritto e dove le cariche ultime sono decise dalla base con votazione dei rappresentati delle strutture superiori fino ad arrivare ai membri dell’Esecutivo Nazionale. E’ compito delle varie strutture informare nei modi e nei tempi migliori, comunque mai durante e/o dopo l'avvenuto Congresso Nazionale,  gli aventi diritto al voto per i Congressi Locali che, comunque, vengono pubblicizzati preventivamente sull’organo di informazione interna insieme alla notizia dell’indizione del Congresso Nazionale.

La Dirigenza Nazionale ha il compito di informare ufficialmente, attraverso la spedizione di raccomandate R.R. degli inviti, solo i membri dell'Esecutivo Nazionale (Federali Regionali e Commissari Federali). La cartolina di ritorno testimonia l’avvenuta ricezione.

Le raccomandate R.R. devono recare: l’invito alla prima ed alla seconda convocazione; l'indirizzo dove si svolgerà il Congresso Nazionale; i giorni designati rispettivamente per la prima e seconda convocazione; gli orari di inizio dei lavori.

In prima convocazione, la Presidenza del Congresso deve verificare la presenza del 50% più uno degli aventi diritto al voto. In caso di mancato raggiungimento del quorum il Congresso Nazionale viene rinviato in seconda convocazione nel luogo e per il giorno designato già annunciato nella lettera di invito spedita agli aventi diritto alla partecipazione.

In seconda convocazione il Congresso Nazionale è da intendersi valido a tutti gli effetti indipendentemente dal numero dei presenti convocati.

La pubblicazione dell’evento, se riportato sul giornale di informazione interna del Movimento, annulla l’obbligo per la Dirigenza Nazionale, della spedizione degli inviti con Raccomandata R.R. purché la notizia sia stata pubblicata almeno un mese prima dallo svolgimento dell’Assise e il giornale di informazione in questione sia stato registrato regolarmente presso l’Ordine dei Giornalisti e presso il Tribunale di competenza.

La mancanza di una sola condizione tra quelle espresse al punto precedente comporta l’obbligo da parte della Dirigenza Nazionale della spedizione allEsecutivo Nazionale degli inviti con Raccomandate R.R.

Le delibere emesse durante lo svolgimento dell'assise hanno valore ufficiale all’interno del Movimento e non possono essere contestate da coloro che non hanno partecipato alla seconda convocazione, né dai presenti, una volta chiuso e sottoscritto lo svolgimento avvenuto dell'Ordine del Giorno.

La Presidenza del Congresso Nazionale è composta, all’apertura dei lavori dalla Dirigenza Nazionale e più precisamente dal Segretario Nazionale in qualità di Presidente, dal Vice Segretario Nazionale in qualità di Vice Presidente. Qualora fosse assente un componente della Presidenza, i convenuti possono eleggere il sostituto anche nel momento stesso in cui il Congresso Nazionale ha inizio. Il sostituti eletto ha, per quel Congresso, gli stessi poteri concessi alla carica assente.

La sostituzione delle cariche assenti deve essere messa a verbale all'apertura del Congresso Nazionale.

La sostituzione dei membri della presidenza non  inibisce costoro dall’esprimere le loro preferenze espresse attraverso le votazioni così come non è inibito a nessuno membro della Presidenza l'espressione del voto.

Le votazioni possono essere effettuate: per alzata di mano, attraverso schede prestampate, su fogli di carta ed in ogni altro modo che la Presidenza intende mettere in atto a propria discrezione.

Possono esser indette, qualora venissero esplicitamente richieste dalla Presidenza o dagli aventi diritto al voto, votazioni a scrutinio segreto.

Tranne che per l’alzata di mano, tutti i voti espressi su carta, (segreti o pubblici), devono essere visionati subito dopo la votazione dalla Presidenza del Congresso Nazionale la quale ha il dovere di chiamare due testimoni tra i partecipanti dell’Esecutivo Nazionale per assistere allo spoglio delle schede. La mancata osservanza del presente articolo comporta l’annullamento della votazione avvenuta e la ripetizione della stessa nel rispetto delle regole.

Tutto lo svolgimento del Congresso Nazionale deve essere verbalizzato dal Segretario e/o Vice Segretario o, ancora, da altro membro della Presidenza dalla stessa prescelto Sul verbale dovranno essere trascritte  tutte le votazioni effettuate, i  risultati e le eventuali modifiche apportate alle Nomine, allo Statuto, all’Organigramma, alla linea politica ed al programma politico del Movimento.

Quanto viene approvato e sancito in fase di Congresso Nazionale non può essere rivisto e corretto se non con l'indizione di un Congresso Nazionale Straordinario per la cui richiesta è necessaria l'approvazIone del 50% più uno dei partecipanti al Congresso Nazionale e non degli aventi diritto al voto

I ricorrenti possono richiedere il Congresso Nazionale Straordinario entro e non oltre 15 giorni dalla chiusura del Congresso Nazionale, e devono presentare specificatamente i motivi del ricorso effettuato con la richiesta di attuazione della riunione Straordinaria unitamente al numero delle firme occorrenti come da Statuto.

La Dirigenza Nazionale, dopo aver vagliato i ricorsi presentati per tempo e con le caratteristiche richieste, può dare comunicazione, almeno un mese prima, del luogo e dei tempi di attuazione della Riunione Straordinaria attraverso l’organo di informazione interna avente le stesse caratteristiche già specificate sollevandosi così dall’onere delle spedizioni delle Raccomandate R.R. agli interessati.

Tale convocazione si deve intendere unica e non soggetta a seconda convocazione. Le decisioni prese nell’ambito della Riunione Straordinaria sono valide indipendentemente dal numero degli intervenuti che hanno presentato ricorso.

La  Presidenza del Congresso Nazionale deve essere presieduta dagli stessi elementi che facevano parte del precedente Congresso Nazionale all'interno del quale è sorta la controversia o questa non è stata risolta. In questo caso, se erano state effettuate delle sostituzioni degli aventi diritto a presiedere alla Presidenza dell'assemblea a causa dell'assenza di questi ultimi, gli stessi sostituti dovranno riprendere le facenti funzioni ripristinando così  il collegio della Presidenza del Congresso Nazionale per come era stato composto in quell'occasione. 

Le controversie prese in esame devono essere relazionate pubblicamente da un rappresentante eletto dai ricorrenti a cui il Presidente, o chi per esso, deve dare risposta nel contesto dell'assise straordinaria richiesta. La relazione del rappresentante dei ricorrenti deve essere la medesima giunta spedita preventivamente alla Dirigenza Nazionale. Eventuali cambiamenti e/o modifiche, e/o aggiunte  dei motivi comporterà la sospensione immediata del Congresso Nazionale Straordinario con relativi provvedimenti disciplinari nei confronti del rappresentante dei ricorrenti e di coloro che, insieme al portavoce, hanno stilato la diversa relazione.

Alla fine delle due relazioni, sia i ricorrenti, sia la Dirigenza Nazionale devono esprimere il voto a maggioranza su quando discusso. In caso di parità dei voti viene effettuata una seconda votazione a scrutinio segreto. Nel caso in cui sussista ancora la parità dei voti la Dirigenza Nazionale ha l’obbligo di indire una nuova votazione fino a chiarimento e risoluzione delle questioni. A decidere sulle problematiche insorte sarà solo ed esclusivamente la votazione.

Nel caso in cui i ricorrenti non specifichino i motivi del ricorso, non presentino il numero delle firme obbligatorie  - che devono essere apposte dal 50% più uno dei partecipanti al Congresso Nazionale e non dagli aventi diritto al voto che non hanno presenziato al Congresso Nazionale,  i quali non hanno alcun diritto di contestare lo svolgimento dei lavori e delle delibere emesse -, non presentino il ricorso per tempo e/o non indirizzino il ricorso alla Segreteria Nazionale, la Dirigenza Nazionale può dare comunicazione, sempre attraverso l’organo di informazione interna, della carenza dei requisiti necessari per l’indizione della Riunione Straordinaria richiesta. In tal caso i lavori e le delibere eseguite al Congresso Nazionale dovranno considerarsi valide ed ufficiali per tutti i militanti de Movimento.

 

CAPITOLO IX

PROGRAMMA POLITICO

PUNTI PRINCIPALI

Il Nuovo Ordine Nazionale è un’organizzazione politica il cui  fine e quello di garantire gli interessi e il divenire del popolo italiano, realizzando la democrazia delle categorie, ponendo cioè l’individuo al di sopra della lotta di classe  nel quadro di istituzioni rappresentative della volontà popolare liberamente elette (Presidente della Repubblica, Parlamento), dove il cittadino - produttore (imprenditore, tecnico, lavoratore) possa diventare compartecipe della gestione dello Stato e della produzione e beneficiario degli utili che dalla produzione derivano, senza dover passare attraverso il filtro negativo e paralizzante dei partiti politici, diventati ormai egemoni e arbitri incontrollabili della vita dei singoli e della collettività nazionale.

La piattaforma politico - programmatica del N.O.N. si articola nei seguenti punti:

Noi viviamo in un secolo dominato e condizionato sotto ogni aspetto e su scala mondiale dallo scontro e della crisi delle due concezioni politico - economico - sociali marxiste e liberal - capitalista ereditate dal secolo scorso. La soluzione è il superamento della lotta di classe, nella visione e della sostanza della concezione corporativa e socializzatrice, punto di equilibrio e di incontro tra le esigenze dell’individuo e quelle della collettività.

Questa soluzione che chiameremo FASCISMO, è oggi più che mai attuale, valida e proiettata nel futuro, sia di fronte all’ormai irreversibile crisi dell’ideologia marxista che sta affossando i postulati della lotta di classe, della dittatura, del proletariato e dell’internazionalismo divenuti la bandiera del materialismo comunista e dell’imperialismo sovietico, sia di fronte alla impossibilità congenita del liberal capitalismo, struttura portante del materialismo e dell’imperialismo americano, di uscire dagli schemi conservatori e reazionari dei suoi contenuti mercantili e di adeguarsi alle esigenze sempre più pressanti e ineludibili della evoluzione sociale e della presa di coscienza dei lavoratori.

Questa realtà si traduce nella richiesta ormai insopprimibile di considerare e trattare il lavoratore non più come merce da usare, sfruttare e pagare secondo le regole dettate dal mercato, ma come una delle tre fondamentali componenti della produzione accanto agli imprenditori (sia pubblici che privati) e ai tecnici, perché sono i lavoratori - produttori, in definitiva, che alimentano la produzione e creano la ricchezza.

Una democrazia moderna, di conseguenza, deve essere intesa come la sintesi delle esigenze di tutte le categorie che compongono la collettività nazionale e non può prescindere dalla effettiva partecipazione delle categorie stesse alla conduzione della cosa pubblica, attraverso la loro presenza legalizzata nelle Istituzioni della Repubblica che diventa così, di fatto, una Repubblica Sociale.

Questo tipo di democrazia, che possiamo definire “democrazia corporativa ”, costituisce oggi la sola, autentica soluzione sulla quale puntare per giungere a trasformare sostanzialmente, modernizzandole, le ormai evanescenti e impotenti strutture della superata democrazia partitocratica.

La “democrazia corporativa ” costituisce quindi l’obiettivo ideologico e politico del Fascismo moderno, nel quale ci riconosciamo, rivendicandone tutti i valori nazionali e sociali; quel Fascismo moderno; grande rivoluzione ancora incompiuta del nostro secolo, che garantisce la rappresentatività dei variegati interessi dei corpi sociali e delle correnti politiche, in un sistema che concilia l’esigenza di autorità con le libertà sostanziali, oggi conculcate ed eluse dall’attuale falsa democrazia dei partiti.

La democrazia, interpretata così in termini moderni dall’incontro tra Fascismo ed un  Nuovo Ordine Nazionale, si compendia essenzialmente, nel rispetto e nella salvaguardia delle libertà di stampa, di associazione, di espressione e di religione, in tre grandi realizzazioni:

La Repubblica Presidenziale, con un Presidente direttamente eletto dal popolo e dotato di poteri esecutivi, con un mandato non rinnovabile e sottoposto al controllo del Parlamento.

Un Parlamento bicamerale di elezione popolare, dove la Camera dei Deputati fa le leggi e il Senato della Repubblica, costituito dai rappresentanti delle corporazioni, ne verifica l’applicazione modificandole quando necessario, tenendo inoltre costantemente sotto controllo, con apposite Commissioni, le strutture dello Stato, del parastato e del sistema bancario. I rappresentanti di Camera e Senato dovranno essere eletti mediante un sistema elettorale proporzionale, unico sistema democratico che garantisce alle forze politiche una rappresentanza proporzionale ai voti ricevuti, a differenza del sistema truffa maggioritario che azzera artificialmente le opposizioni, portando il panorama politico ad un bipartitismo di tipo britannico o americano. Tuttavia avendo sperimentato l’ingovernabilità derivante dall’applicazione di un sistema proporzionale puro, il N.O.N. auspica la creazione di un sistema proporzionale corretto, con sbarramento al 3 percento e conseguente premio di maggioranza. La stessa legge elettorale qui descritta sarà applicata anche alle elezioni locali.

La Socializzazione, intesa come cogestione delle imprese da parte delle forze produttrici (imprenditori, tecnici e lavoratori), nel rispetto della proprietà privata, frutto del lavoro, del risparmio individuale e integrazione della personalità umana e intesa come suddivisione degli utili derivanti dalla produzione e a questo scopo per legge destinati; utili raccolti periodicamente in una Cassa Nazionale gestita dalle categorie e ripartiti tra tutti i lavoratori, compresi quelli delle aziende che non hanno dato utili.

Tutto ciò premesso, il “Movimento Nuovo Ordine Nazionale” indica quali obiettivi immediati di azione politica:

la riforma Istituzionale.

La riduzione dei poteri delle Regioni, delle quali è, comunque, auspicabile la soppressione perché strutture superflue e fonti inesauribili di sperperi incontrollati.

L’aumento dei poteri delle Province.

La revisione della legislazione e delle regolamentazioni vincolistiche che bloccano le iniziative e le attività degli enti locali.

La riduzione degli oneri sociali e previdenziali, il cui esorbitare favorisce il proliferare del lavoro nero e aggrava il fenomeno della disoccupazione, specie giovanile.

Il controllo della immigrazione di mano d’opera, per contenere il fenomeno dilagante della immigrazione clandestina

La statalizzazione della sanità, delle Poste e delle Ferrovie sotto il diretto controllo e la supervisione dello Stato.

La rapida attuazione di tutti i provvedimenti indispensabili ed improrogabili che consentano alla industria italiana di affrontare con successo il confronto e l’impatto concorrenziale con le industrie straniere.

Un piano energetico nucleare.

Una politica ecologica che riesca ad equilibrare, fuori da ogni isterismo; le necessità e le esigenze dei cittadini con difesa dell’ambiente.

La revisione della legislazione sull’aborto, considerando che la vita umana è tale dal momento del concepimento.

La tutela con rigide garanzie della libertà personale del cittadino, l’abolizione di tutta la legislazione di emergenza e la estromissione della figura processuale del “pentito ”. Inoltre il riordino del sistema giudiziario, per riportare i Magistrati fuori dalle lottizzazioni e dai condizionamenti di natura politica che ne avviliscono e ne compromettono la funzione e con la creazione di Sezioni specializzate per i reati di droga, criminalità organizzata, sequestri di persona e corruzione.

La intensificazione della lotta alla droga e al crimine organizzato, con aggravi effettivi delle pene per i sequestratori di persone e gli spacciatori di droga e con il recupero dei drogati.

La soppressione delle norme costituzionali transitorie e delle legislazioni speciali.

La pacificazione effettiva, con il riconoscimento del servizio militare prestato dai Combattenti della R.S.I. e con il ristabilimento, a tutti i livelli, della istruzione pubblica e nella attività dei mass-media controllati dallo Stato, di quelle verità storiche che da mezzo secolo vengono sistematicamente deformate, ignorate, falsate.

La lotta al sistema mondialista globalizzatore, fautore di un monopolio mondiale che tende inesorabilmente verso una internazionalizzazione delle Nazioni cancellando origini, usi, costumi e culture dei diversi popoli e all’unificazione in un'unica economia mondiale gestita da pochi individui che regolano il flusso di denaro, il commercio, la vita e la morte delle industrie e quindi del lavoro.

La chiusura di tutti i cosiddetti “centri sociali ” italiani finanziati difesi e sostenuti dai partiti di estrazione catto - comunista. Riteniamo infatti tali “centri “ il braccio armato del comunismo ed il nucleo dissolutore della morale e della civiltà del popolo italiano, vere e proprie tane dove si nascondono persino i terroristi ricercati dalle Forse dell'Ordine. Inoltre criminalità, spaccio, detenzione di droga ed armi, degrado ambientale ed illegalità di ogni genere sono spesso localizzati in questi “centri“ difesi dalla politica catto - comunista. Essi in realtà rappresentano l’intoccabile squadrismo comunista contro il quale nulla viene fatto dal Governo, anzi, proprio dal Governo, spesso, viene difeso o ignorato.

L’abolizione della legge Merlin che, sopprimendo le cosiddette “case chiuse ” nel nome della libertà e dignità di chi si prostituisce, ha in realtà fomentato lo sfruttamento della prostituzione, incentivato il crimine ad esso correlato, costituito un vero e proprio mercato nazionale ed internazionale degli schiavi ed aumentato il numero delle persone che hanno contratto malattie veneree e mortali. Il controllo e la prevenzione dello Stato può garantire invece la scomparsa della criminalità legata e correlata alla prostituzione ed una maggiore prevenzione sulle malattie.

In politica estera la denuncia del Trattato di Pace del 1947 che costringe l’Italia al ruolo di Nazione a sovranità limitata, il rispetto delle alleanze e dei patti sottoscritti nel quadro di uno strenuo impegno per la realizzazione dell’Europa Nazione.

Il Nuovo Ordine Nazionale si ispira ai concetti Mussoliniani degli anni 1919 - 1943 e 1943 - 1945. Intende propagandare la propria ideologia e il proprio pensiero attraverso azioni sociali, politiche e civili nel pieno rispetto delle leggi vigenti e conformemente a quanto espressamente previsto dalla Costituzione Italiana. Condanna, rifiuta e si estranea da ogni qualsiasi forma di violenza usata sia a favore, sia contro l’ideologia che il Movimento rappresenta.

Concepisce la difesa del proprio pensiero attraverso l’uso degli stessi mezzi usati e concessi, sia legalmente, sia politicamente a tutti gli altri movimenti e/o partiti politici.

I militanti facenti parte della struttura del Movimento di ogni ordine, funzione e grado sono chiamati “FASCISTI ”

Il N.O.N. non ha come scopo, né palese, né recondito, la ricostituzione il disciolto Partito Nazionale Fascista come già ampiamente spiegato al capitolo Estraneità a tentativi di rifondazione del Partito Nazionale Fascistadel presente Statuto, ma si prefigge di propagandare politicamente e culturalmente un pensiero unico avente come scopo primario gli interessi del Popolo Italiano.

A tale fine il N.O.N. si impegna ad iniziare e portare avanti idee e concetti dell’ideologia quali:

- il risveglio delle coscienze del Popolo Italiano nel considerarsi proprietario esclusivo della Nazione Italiana;

- la riaffermazione dei concetti di Patria, Nazione, Famiglia;

- la ferma condizione di essere considerati quale Popolo - Nazione e non Stato - Nazione;

- la rieducazione sulle proprie origini e sui concetti di fratellanza con gli altri popoli del Pianeta;

- la difesa morale, civile e sociale degli usi e dei costumi del Popolo Italiano;

- la rieducazione sui valori morali e civili;

- la necessità del bene collettivo e della collaborazione tra le classi sociali;

- la necessità di agire con leggi adeguate, innanzi tutto verso i cittadini italiani più bisognosi, sia nel campo sociale che in campo civile;

- affermare il concetto che il bene collettivo è primario rispetto al bene del singolo.

- la revisione dei confini del Nord-Est dell'Italia per la ripresa del nostro territorio occupato dall'ormai caduto comunismo titino.

 

CAPITOLO IX (sub-1)

M E T O D O L O G I A  D E L   P R O G R A M M A 

P O L I T I C O  D E L N.O.N.

L’intero programma politico del N.O.N. si basa sulla concezione del metodo universale “ quale unica possibile soluzione risolutrice di qualsiasi problema di origine politica, sociale, economica, finanziaria, civile, culturale, militare ed amministrativa del Paese.

Il metodo universale attuato dal N.O.N. viene sintetizzato attraverso la seguente frase: “ Ogni cosa al suo posto, ogni posto con le sue cose, volendo così sottolineare il principio basilare con il quale viene sancita la volontà di individuare le problematiche prioritarie del popolo alle quali dare la giusta ed immediata risoluzione circoscrivendo il problema per poi applicare, di conseguenza, le necessarie risoluzioni con l’ausilio di persone o gruppi preparati e adatti a valutare, per capacità professionale, gli interventi da eseguire.

Il N.O.N. si prefigge di applicare l’azione per la risoluzione ai problemi sulla logica della ragion di popolo e non sulla errata ed illogica concezione della “ragion di Stato ”, dato che, quest’ultima protegge non i cittadini ma solo una ristrettissima classe elitaria la quale, da sola, ha fissato i propri interessi e la propria esistenza al di fuori - e spesso contro - gli interessi del Popolo.

Il metodo universale politico del N.O.N. si sintetizza quindi anche nella “ragion di Popolo ” che diventa prioritaria innanzi a tutto ed a tutti.

Noi consideriamo il pensiero conseguente all’azione e non viceversa volendo intendere con questo la propensione ad agire immediatamente ed innanzi tutto per il Popolo eliminando i problemi che lo affliggono per poi discutere su come eliminare il ripetersi del problema e l’insorgere di eventuali altre negatività.

Di fronte alle esigenze del Popolo, quindi alla "ragion di Popolo", non ammettiamo disquisizioni , teorie, teoremi o farneticazioni partitocratiche che rallentano, se non addirittura annullano, gli utili interventi materiali immediati.

Allo stesso tempo riteniamo un veicolo costrittore quell’insieme di leggi che regolano i tempi e le modalità di attuazione degli interventi quando questi, per necessità, devono essere attivati quanto prima. Il metodo universale “ propugnato dal N.O.N. agisce prioritariamente e nell’immediato verso i senza tetto, i disoccupati, i poveri, i disabili, gli ammalati, gli anziani e tutti quei ceti e/o classi che abbisognano dell’intervento dello Stato. La politica squisitamente fascista del N.O.N. non prevede limitazioni legislative e tanto meno quelle di interesse partitico, o peggio, personale che rallentano, bloccano, vanificano gli interventi statali.

Al fine di risolvere e mantenere consolidate le risoluzioni trovate ai problemi della Nazione e del Popolo - Nazione, il N.O.N. è disposto a mettere in pratica qualunque idea sensata ed attuabile proveniente da qualsiasi movimento o partito politico. Allo stesso modo e dagli stessi movimenti e/o partiti viene accettata ogni qualsiasi critica purché costruttiva e non semplicemente di principio e/o di parte.

 

CAPITOLO IX (sub-2)

D E M O C R A T I C I T A'  D E L M E T O D O   U N I V E R S A L E

La democraticità del metodo universale “ del N.O.N. si manifesta nelle corporazioni e nei sindacati. I primi sono composti dai rappresentanti delle diverse categorie che si sono distinti per capacità professionale e per esperienza acquisita nel tempo; costoro rappresentano le categorie di lavoro. I secondi invece sono composti dai rappresentanti dei lavoratori e vengono eletti dagli stessi lavoratori in base alla professionalità acquisita sul lavoro, all’anzianità di lavoro ed alla preparazione culturale.

Benché il tutto si sviluppa e si concretizza nel pieno rispetto della democrazia, il corporativismo ed il sindacalismo proposti dal  N.O.N. continuano quella opera rivoluzionaria, evolutiva ed ideologica che riguarda ogni persona, anche la più isolata ma  sempre facente parte del Popolo Italiano.

Le corporazioni infatti non prevedono solo la rappresentanza delle categorie lavorative, ma anche quelle della cultura, dello spettacolo, della scuola, delle università, dell’amministrazione statale, dell’industria, dell’economia, ecc…

Il metodo universale è quindi quel sistema che si concretizza attraverso la democrazia, il corporativismo ed il sindacalismo. Questo trinomio é la base di quella rivoluzione ideale mai sopita e mai cessata che ha fatto e farà sempre parte della base dell’evoluzione dell’uomo.

Il N.O.N. concepisce l’idea rivoluzionaria in maniera ideologica e non certo in senso materiale. Infatti, mentre altre rivoluzioni hanno avuto o hanno necessità, per convincere della propria vittoria i propri adepti, di offrire loro quotidiano spettacolo di teste rotolanti; o per galvanizzare i propri seguaci di tenerli con ogni mezzo propagandistico sotto l’ossessione della presenza di tutto un cerchio di potenze ostili, la nostra invece tende a trasformare gli spiriti ed i costumi oltre gli istituti politici, economici, culturali, sociali e civili del Paese.”

 

CAPITOLO IX (sub-3)

P U N T I   F O N D A M E N T A L I   D E L “M E T O D O   U N I V E R S A L E

A)   IMMIGRAZIONE, SOCIETA’ MULTIETNICA, MONDIALISMO E GLOBALIZZAZIONE

Crediamo che l’uomo, singolarmente inteso, sia un individuo originale, unico ed irripetibile, impossibile da clonare.

Alla luce di questa considerazione basilare il N.O.N. è certo che, così come l’uomo singolo non può essere uguale ad un altro uomo, altrettanto un Popolo non può essere uguale ad un altro Popolo. Cultura, origini, usi, costumi, religione, organizzazione sociale, economica, politica, finanziaria e via dicendo rendono ogni Popolo diverso uno dall'altro.

Il voler rendere un popolo uguale ad un altro è non solo un pensiero, ma soprattutto un metodo di snaturalizzazione concepiti a danno delle masse per il beneficio speculativo e criminale di pochi.

Snaturalizzando l’origine, la storia, la cultura di un popolo si commette il più atroce dei delitti contro l’umanità e contro le regole universali della natura.

L’ideologia internazionalista, tipicamente social comunista, ha volutamente frainteso la stessa dottrina marxista che, invece, considerava solo la classe operaia, in quanto tale, non relegabile all’interno di confini nazionali, costrittori e limitatori, ma libera da ogni vincolo nazionalista in quanto avente gli stessi problemi vitali, sociali e lavorativi,

Il Fascismo è stata l’unica ideologia che è riuscita a materializzare e correggere il pensiero marxista attraverso la protezione politica, legale e sindacale della classe proletaria e non certo della borghesia e del capitalismo, (come la falsa storia dei “vincitori “ narra continuamente). Il Fascismo è risultato essere, storicamente, in piena armonia con i propri principi perché tale protezione è stata parte integrante del pensiero Mussoliniano che ha sempre tutelato la classe operaia e, più ampiamente, quella proletaria dal quale lo stesso Mussolini discendeva.

I decenni trascorsi dal dopo guerra ad oggi hanno trasformato artificiosamente la storia. Essa è stata spesso manipolata dagli interessi politici di parte opposta, dall’arroganza e dall’ignoranza dei vertici comunisti e socialisti.

Dal pensiero marxista che pretendeva, in tempi - tra l'altro - decisamente diversi da quelli odierni, l’eguaglianza ed il rispetto dei diritti della classe più debole, (quella operaia appunto), dove un liberalismo criminale ed egoista schiavizzava gli uomini rendendoli simili alle bestie, i comunisti e socialisti del dopoguerra hanno concretizzato l’idea dell’uguaglianza marxista non più tra gli operai, ma addirittura tra popoli palesemente diversi tra loro.

Non più, quindi, un’idea di classe sociale unica, quella proletaria, (concezione comunque errata di una società), ma unificazione dei popoli senza alcun criterio e regola sociale, civile, culturale, storica e religiosa. Un internazionalismo impazzito e distruttore delle origini, degli usi e dei costumi dei singoli popoli, un comunismo ed un socialismo senza più freni e limiti dove primeggiano regole inattuabili che, attraverso assurdi e falsi concetti di solidarietà, fratellanza ed eguaglianza, tentano di far passare per “ assolute verità “ regole che cozzano contro leggi universali e naturali che hanno creato, sin dall’inizio dei tempi, sviluppi diversi per ogni popolo presente sulla terra.

Oggi l’internazionalismo vorrebbe far credere che è possibile la convivenza di un popolo originario dell’Africa con un altro popolo originario dell’Europa, - benché all’interno dei due rispettivi continenti esistono già secolari lotte razziali, vedi fra le tribù in Africa e fra le varie etnie in Europa-. Si vorrebbe insomma far passare per “naturale “ e assolutamente possibile, anzi auspicabile, non solo la sopravvivenza di un leone tra i freddi venti del Nord Europa e la sopravvivenza di un orso bianco nel calore insopportabile dei deserti africani, ma anche, per “regola universale “, l’adattamento naturale dei due animali fino al punto di ottenere una specie di “metamorfosi “ attraverso la quale, nell’arco temporale di due generazioni, il leone diventa orso bianco e l’orso bianco leone attuando una sorta di adattamento genetico al fine di un ottimale adattamento climatico ed ambientale nelle nuove zone in cui devono vivere.

Affiora vergognosamente, in questo disegno privo di ogni intelligenza, anche il feroce ateismo di cui è pregno il social comunismo. Viene da pensare, infatti, che il Dio dei credenti (qualunque sia il nome dato dalle varie religioni), sia stato poco accorto e soprattutto poco saggio nel far nascere determinate razze di animali in un determinato luogo del Pianeta piuttosto che in un altro, visto che,a quanto pare, era possibile l’emigrazione di questi da posti caldi a posti freddi e viceversa senza che ciò turbasse la loro vita. E lascia sgomenti la protervia e l’arroganza dei social comunisti nell’anteporsi anche alle leggi universali che regolano la vita sul nostro pianeta per farci credere che è possibile sovvertire l’ordine naturale e le regole basilari di vita.

Tale assurdità può essere concepita giust’appunto da quelle stesse menti che videro nel fascismo l’antitesi alle loro strampalate idee.

Il N.O.N., detentore storico e politico delle idee fasciste, ritiene non solo impossibile l’applicazione di tale sistema trasmigrativo fra popoli, ma lo considera anche, e soprattutto, distruttivo e disgregatore delle origini di tutti quei popoli che si trovano mischiarsi tra loro.

Il N.O.N., inoltre, sostiene che tale opera di “aggregazione universale “, che vorrebbe ridurre il mondo ad un’unica grande mensa - caserma collettiva (chiamata dai cultori di tale idea con il sofisma “ società multietnica “ grazie alla quale si acquisirebbero privilegi non ben identificati, piuttosto che la perdita certa delle proprie radici ed origini), sia opera di quel mondialismo e di quella globalizzazione proposta e promossa inizialmente da coloro ai quali mancano proprio quei valori che le altre nazioni e popoli, ( proprio perché riconosciuti tali), hanno insiti.

Tra i promotori originali che hanno trovato nell’internazionalismo il carro trainante dei concetti mondialisti e globalizzatori vanno annoverati tutti i popoli che tali si ritengono pur non essendolo e tutte le nazioni create non già nel corso della storia, attraverso una propria cultura appresa nei secoli, ma dalle occupazioni abusive e criminali dei territori di proprietà altrui ( per alcuni) e dai trattati di “ pace “ concepiti a discapito di altre nazioni sradicate dai loro territori con l’imposizione e la deportazione (per altri).

La mancanza delle radici popolari e nazionali di questi “stati “ ibridi mondializzatori così creati ha portato alla concretizzazione di quei concetti che tendono, in realtà, alla distruzione dei popoli e delle nazioni esistenti.

Condannare la politica trasmigratoria e selvaggia, la costituzione di società multietniche, (peraltro mai voluta, né esplicitamente richiesta dal popolo italiano), la concretizzazione del mondialismo e della globalizzazione, (elementi già tutti in atto), deve essere un preciso diritto - dovere di tutti coloro che si riconoscono italiani, indipendentemente dal loro credo politico. Ogni italiano, se davvero tale si considera, non può accettare di nascere, vivere e morire sotto bandiere diverse dalla propria ed all’interno di una società con mille religioni, mille usanze, mille criteri di concezione del giusto e dell’ingiusto.

Ad ogni Nazione i suoi confini, ad ogni Popolo la sua cultura, ad ogni uomo le sue origini, la sua storia, la sua Patria.

Non lottare, per paura o menefreghismo, in difesa di queste regole principali equivale ad ammettere di essersi già arresi alla prepotenza comunista - massonico-sionista e di essere pronti a farsi assimilare nella caotica bolgia dantesca chiamata, in tempi moderni, “società multietnica.”

Il N.O.N. individua nella società multietnica uno dei più grandi problemi del millennio e riconosce legittime la lotta politica, religiosa, sociale e civile a favore della difesa della Nazione, del Popolo Italiano e della religione che tale popolo professa da secoli.

Nella stessa ottica il N.O.N. rifiuta l’imposizione dell’Europa di Maastricht, vero e proprio esempio di unione sovra nazionale fra banchieri e grandi capitalisti che subordinano la vita e l’attività dei popoli esclusivamente ai propri interessi lobbistici, mentre auspica un’Europa unita non solo nel nome di meri interessi economici, ma con l’obiettivo di divenire un’unione di Stati sovrani e di popoli che, ciascuno geloso delle proprie tradizioni, usi e costumi, collaborino tra loro con pari dignità perseguendo un comune interesse politico, economico e militare, il quale giammai subordinerà l’interesse di uno degli Stati membri a quello di qualsiasi potentato economico.

 

B)  CAPITALISMO

Mondialismo, globalizzazione, società multietnica, immigrazione selvaggia, sono tutti tasselli facenti parte di un grande mosaico composto al fine di ottenere numerosi vantaggi solo per una stretta cerchia di persone, ovvero per quella classe che nella storia è stata sempre la più privilegiata e la più agguerrita, pronta a voltare la faccia ad alleati ed amici per sorridere ad ogni tipo di nemico purché portatore di denaro: i capitalisti.

Il N.O.N. si contrappone a tutti i poteri economici capaci di influenzare, se non addirittura gestire, la politica del nostro Paese.

Ma, allo stesso tempo, il capitalismo non viene da noi considerato come una classe da eliminare, bensì come una componente della struttura sociale. Sappiamo bene che la natura del capitalismo è quella di espandersi senza controllo, acquisendo beni e capacità produttive senza alcun freno, dominando e incanalando i mercati soltanto dietro una logica di interessi finanziari a discapito di ogni criterio di vita e senza avere alcun rispetto per uomini, leggi e cose. La forza di uno Stato (quello che il N.O.N. concepisce e ricerca), sta anche nel riuscire non ad eliminare tale componente sociale, importantissima ai fini produttivi e quindi economici e finanziari del Paese, ma nel controllare, indirizzare e, là dove occorre, limitare o ampliare la forza espansiva del capitalismo a secondo le esigenze della Nazione.

Il N.O.N. si propone quindi di guidare il cammino di questa classe sociale, insieme a tutte le altre, verso lo sviluppo per il bene del Paese e non per quello egoistico e personale di pochi privilegiati.

E’ risaputo che la classe capitalista è composta da una minima percentuale di persone che regolano la vita produttiva ed economica di un popolo.

Proprio per questo, nei confronti del capitalismo, elemento necessario allo sviluppo ed all’evoluzione di un popolo, deve essere applicata una delle regole sociali fondamentali sintetizzata con la frase: “ IL BENE COMUNE VIENE PRIMA DI QUELLO INDIVIDUALE ”.

Fuori da questa ottica la classe capitalista diventa deleteria, incontrollabile e pericolosa per la vita del Popolo e della Nazione intera.

 

C)  LOTTA ALL’USO IMPROPRIO DELLA PAROLA “ FASCISMO “ E   DELL’ AGGETTIVO “FASCISTA ”

Già dal 1943, le forze avverse al fascismo hanno iniziato una campagna denigratoria e distruttiva contro tale ideologia. Questa propaganda orchestrata dalle forze comuniste italiane, con il consenso delle nazioni vincitrici della II a Guerra Mondiale, ha trasmesso nel tempo un concetto falso ed errato dell’ideologia fascista. Ogni forma di violenza, di repressione, di malvagità commessa dagli uomini di ogni credo, razza e pensiero politico, sono state volutamente identificate attraverso l’uso improprio della parola FASCISMO, mentre i presunti colpevoli sono stati etichettati con il termine di FASCISTI.

Questa falsa concezione è stata divulgata nelle scuole, nelle piazze, nelle fabbriche con l’ausilio dei mass - media, dei provocatori di regime, (ben inseriti in precisi posti chiave), dalle forze comuniste e socialiste al potere, dagli indottrinati alleteorie marxiste divenuti tali non solo grazie alla contro cultura comunista italiana ma anche grazie a veri e proprio “corsi ” di addestramento e di formazione tenutisi in Russia o nei Paesi a questa assoggettati.

E mentre era in atto questa crescita di zizzania sui terreni della nostra idea, le forze politiche cosiddette di destra, presenti già prima degli anni '50 fino  ai nostri giorni, poco o nulla hanno fatto per limitare i danni ideologici che venivano arrecati, anzi, spesso hanno aiutato con la loro indifferenza ed apatia, se non addirittura per un proprio tornaconto, la crescita della zizzania antifascista.

In parte le leggi liberticide, (ancora oggi vigenti), decretate dai “democratici “ e “liberatori “, hanno dato alla gramigna comunista la possibilità di crescere incontrastata, ed in parte i piccoli poteri concessi dal governo dei vincitori ai leader della destra del dopoguerra, hanno allontanato le mete, ed annebbiato le idee, i valori ed i principi per i quali si sarebbero dovuti attuare sistemi di contrasto più forti al posto dei compromessi e delle accondiscendenze verso le classi politiche dominanti capaci di comprare ma non di contrastare nel pensiero, nella forma e nei metodi le opposte ideologie.

Riscattare definitivamente il concetto di "FASCISMO"  e l’aggettivo "FASCISTA" fa parte del nostro programma politico. Lottare contro un regime che spaccia per pericolosa una ideologia come la nostra semplicemente perché diversa (e certamente migliore di quella di controparte), diventa obbligatorio per il nostro Movimento. La Magistratura in primo luogo e, subito dopo, i giornali d’area e le piazze possono e devono diventare i nostri luoghi di riscossa e di rivincita.

Inoltre un’informazione culturale sul passato, con una divulgazione della storia sotto un’ottica realistica, che sappia quindi trasmettere non solo il giusto concetto delle idee fasciste, ma anche un’eventuale loro critica è non solo un nostro preciso obbligo ma anche un improrogabile dovere nei confronti di tutto il popolo italiano.

 

E)  INDIPENDENZA DALLE FORZE MILITARI D’OCCUPAZIONE ED AUTONOMIA NAZIONALE .

Il N.O.N. si prefigge di propagandare una politica nazionale e sociale che valorizzi la libertà del popolo italiano da ogni legame e vincolo costrittore sancito dalle forze vincitrici della IIa Guerra Mondiale.

Lottare per l’indipendenza nazionale contro il colonialismo americano, contro la presenza sotterranea della massoneria e contro la falsa cultura comunista - tutti elementi sovvertitori della morale e della civiltà del nostro popolo - è l’ulteriore lotta che il Movimento Nuovo Ordine Nazionale  si prefigge di portare avanti.

E’ inutile negare che la nostra Nazione è stata conquistata, occupata e colonizzata principalmente dalle forze americane le quali hanno fatto della nostra Patria un luogo di commercio spregiudicato ed una immensa base militare per le loro azioni terroristiche, molte delle quali compiute in Medio Oriente.

Le basi NATO sono gli avamposti attraverso i quali l’America controlla e dirige la vita politica, sociale, civile e militare dell’Italia e di tutti i Paesi raggiungibili dalle basi americane stanziate all'interno dei nostri confini.

In queste condizioni di sudditanza i Ministri del Governo antifascista hanno dato il loro pieno assenso affinché la nostra nazione venisse totalmente americanizzata a discapito persino della nostra dignità, (peraltro già svenduta nel 1943), di popolo libero ed autonomo.

La classe dirigente di governo si è poi prostrata al colonialismo a stelle e strisce ubbidendo ad ogni ordine impartito da Washington, accettando le regole imposte dalla CIA in un gioco di squadra nel quale è stato, (ed è), presente anche il MOSSAD; due strutture spionistiche alleate che hanno scorrazzato nel dopo guerra sul nostro territorio allo stesso modo in cui i soldati statunitensi scorrazzarono nelle nostre campagne e nelle nostre città dal ’43 in avanti, grazie al tradimento di Casa Savoia ed alle bande partigiane loro alleate.

Il Movimento Nuovo Ordine Nazionale esige dall’America colonialista e imperialista una diversa considerazione dell’Italia. Non più colonia ma terra libera, avente un popolo libero ed una Nazione indipendente.

Imputiamo agli americani le stragi terroristiche volutamente commesse con i bombardamenti indiscriminati e criminali compiuti sulle nostre città durante l’ultima guerra mondiale, per i quali non esiste nessun prezzo che possa, neppure in parte, riparare i danni subiti ed il dolore inflitto al nostro popolo. Né vogliamo mercanteggiare la morte di centinaia di migliaia di italiani colpiti dalle bombe stragiste al pari dei sionisti che, ancora oggi, non perdono occasione per vendere al migliore offerente il loro Olocausto, parola divenuta di proprietà ebraica, per loro stesso volere, disprezzando così tutti i non ebrei che, come loro, sono morti nei campi di concentramento, compresi gli italiani che hanno trovato la morte negli stessi campi, grazie al tradimento di Casa Savoia ed alla vigliaccheria badogliana.

Riteniamo gli USA colpevoli dei numerosi mali che oggi affliggono la nostra Nazione, allo stesso modo in cui riteniamo colpevoli i comunisti italiani per essersi alleati con gli USA prima e per aver tentato di svendere l’Italia al KGB ed ai partigiani di Tito ad ostilità concluse dopo.

Riteniamo, insieme agli USA, il comunismo ed il socialismo i principali nemici del popolo italiano, così come lo sono stati per qualsiasi popolo abbia ceduto alle loro lusinghe. Nonostante questo, proprio nel rispetto di quella democrazia tanto decantata ma male applicata dai “vincitori”, il nostro movimento accetta la presenza politica odierna dei due pensieri - pur non condividendola - in quanto parte integrante dell’attuale Parlamento, così come li accetterà in futuro fin quando ci sarà un cospicuo numero di individui che, associati, si riconosceranno in una di queste due ideologie.

Il N.O.N.  porterà avanti una campagna politica al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica perché si comprenda la necessità morale di allontanare dal suolo italiano le basi NATO.

 

F)  LOTTA ALL'ANTIFASCISMO

Il N.O.N. considera fra le dichiarazioni di principio prioritarie quella della lotta su tutti i fronti contro i movimenti che hanno fatto e che fanno dell’antifascismo una bandiera.

La maggior parte dei movimenti politici odierni ha nel proprio programma una politica antifascista considerandola come una priorità assoluta alla lotta contro il crimine e la violenza, dimenticando così altre e più concrete “fonti” di violenza, sopraffazione e criminalità grazie alle quali le aberrazioni umane hanno avuto il loro apogeo essendo state usate quale strumento per l'attecchimento dell’ideologia comunista internazionale.

In realtà la politica antifascista si è rivelata un vero e proprio "non valore" sul quale si sono potuti costruire, per oltre mezzo secolo, arbitri, menzogne, falsificazioni storiche e calunnie sia sul conto del Fascismo - inteso come reazione di massa e quindi democraticamente concepito, voluto ed accettato dal popolo italiano -, sia sul concetto ideologico del Fascismo, vero vivaio di azioni e pensieri democratici, in quanto nato da una volontà popolare, sostenuto da un popolo intero e condiviso dalla maggioranza degli italiani. Solo questo basterebbe per accertare la presenza nel Fascismo di una volontà democratica che, in maniera incruenta ed attraverso una rivoluzione simbolica più che di fatto, è stato capace di creare uno Stato Fascista.

L’antifascismo del dopo guerra, così come la mancanza dell’ideale Fascista prima della Grande Guerra, hanno nascosto nel primo caso e permesso nel secondo tangenti, lottizzazioni, ruberie e illecite spartizioni partitocratiche.

In particolare l’antifascismo del dopoguerra, che ha trovato addirittura solidarietà tra movimenti politici in antitesi tra loro e compattezza nell’azione di copertura chiamata ”antifascismo ”, è nato anche allo scopo di limitare, se non addirittura eliminare, ogni ideale contrario all’antifascismo, indipendentemente dal fatto che tali ideali derivassero da movimenti neo fascisti o da associazioni politiche e/o culturali semplicemente  contrarie.

Nel nome dell’antifascismo si è dichiarata la inconfutabile antidemocraticità dei partiti e movimenti politici parlamentari che hanno accettato e tollerato così vere e proprie epurazioni politiche e sociali, imponendo il divieto, ad esempio nelle scuole di ogni grado, della conoscenza sulla vera Storia del Fascismo, negando le garanzie legali e costituzionali a molte persone propense a quell'idea politica, favorendo prima e giustificando dopo i peggiori crimini, compresi gli assassinii perpetrati ai danni dei vecchi e dei nuovi fascisti.

Per questi motivi riteniamo l’antifascismo come  il principio dell’illecito, dell’illegale e dell’antidemocraticità che vanno combattute attraverso il ridimensionamento dell’arroganza partitocratica  che difende e spesso assolve le violenze ed i crimini commessi sui neo fascisti al fine di proteggere interessi politici e di potere.

La lotta che intendiamo portare avanti è da intendersi, a differenza di quanto sostengono gli antifascisti, culturale, storica, sociale e politica, escludendo a priori ogni forma violenta coercizione come quella che spesso viene usata dagli appartenenti ai cosiddetti “centri sociali”.

Affinché l'ideale mussoliniano divenga per tutti coloro che sono caduti nel baratro dell'ignoranza prodotta dal comunismo un faro che illumini non solo la realtà storica, ma anche e sopratutto la strada futura sulla quale condurre la nostra Nazione, viene stilato ed ufficializzato questo Statuto la cui proprietà è da ritenersi esclusivamente del Nuovo Ordine Nazionale ed in particolare del suo segretario nazionale, Giuseppe Martorana, che lo ha ideato e redatto.

 

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