Scelte e decisioni dell'ex segretario nazionale.

 

Prima di continuare va chiarito un dato fondamentale: il sig. Giuseppe Martorana, dall'M.F.L.,  non è stato né espulso, né allontanato e tanto meno sospeso dalla sua carica. Questo va subito detto e precisato affinché tacciano e vengano smentite le lingue biforcute d'ogni risma e provenienza i cui comportamenti e metodi tanto somigliano a quelli usati dai partigiani per screditare i loro avversari politici.

L'ex segretario, non usufruendo di stipendi derivanti dalla politica e non avendo la fortuna di essere mantenuto da mogli - come alcuni usano fare - e non godendo di donazioni o eredità, è stato costretto a dare le dimissioni proprio per questioni lavorative. Non avendo nessuna delle agevolazioni prima descritte egli aveva dovuto attingere abbondantemente dalle proprie risorse economiche per fare fronte a tutte le necessità legali, più che politiche, che sciacalli e speculatori avevano creato e che bisognava combattere.

In questo frangente cosa ha fatto la dirigenza divenuta,  in parte, quella sedicente attuale? Si è forse proposta per tutelare la carica del segretario nazionale? C'e' stata un'offerta da parte della dirigenza atta a sostituire pro tempore l'assenza forzata del segretario  - il quale non era sparito nel nulla visto che i contatti telefonici comunque continuavano e la presenza politica non era stata eliminata ma solo ridimensionata -? No! Sono, invece, iniziare le manovre di destabilizzazione da parte di alcuni dirigenti. Silenzi e assenze, incitamenti alle dimissioni, quadri apocalittici sul futuro del movimento, problematiche di vitale importanza sorgenti, guarda caso, proprio in quel frangente. avevano creato, nell'insieme, una serie di circostanze e di eventi artificiosi per i quali il segretario nazionale è stato costretto a dare le dimissioni.

D'altronde quando si sarebbe potuta ripresentare una altra simile e ghiotta occasione per prendere tra le mani, finalmente, la guida del movimento? Ecco quindi che, subito dopo la lettera di dimissioni presentate dal Martorana, la strategia della "furbata" premeditata da mettere in atto al Congresso Nazionale Straordinario ha avuto il suo epilogo. Tutto era stato preparato già da tempo, con cura e meticolosità.

Si potrebbe pensare che il Martorana avrebbe anche potuto rifiutarsi di presentare le proprie dimissioni. Ma bisogna valutare una condizione, quella che ha dato motivo di lotta politica, legale e sociale, quella che ha sostenuto sempre ogni sua azione ed ogni suo progetto: il bene del movimento.

Il Martorana, infatti ,aveva già dimostrato volontà di sacrificio all'ideale di cui l'M.F.L. era il simbolo politico. Le azioni legali e le imprese politiche compiute avevano già fatto parlare i media, a livello nazionale, del movimento. Non trovando chi poteva, né voleva, occupare solo pro tempore la sua carica si è trovato costretto ad ufficializzare le dimissioni. Se così non avesse fatto avrebbe potuto mettere in stallo tutta l'organizzazione politica del movimento.

L'ex segretario ha sempre ritenuto fondamentale, infatti, la propria presenza e disponibilità verso i militanti non solo parlando con loro ma anche indicendo convegni, congressi, assemblee, partecipando a comizi e cortei con altre forze politiche in più parti d'Italia, cose che con la sedicente dirigenza attuale non sono divenute neanche un lontano ricordo, visto che è stato cancellato premeditatamente anche questo importante lato storico della politica del M.F.L.

 

Situazione attuale del M.F.L.

 

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