Il Popolo d'Italia

 

Un'altra azione compiuta dal Martorana, sempre durante il suo segretariato, è stata quella di riprendere la gloriosa testata  de "Il popolo d'Italia"  per il quale è stato creato anche il sito internet ( http://www.popoloditalia.it)

Chi conosce la storia del giornale conosce anche i motivi per i quali la testata ha sempre avuto un valore politico molto importante.

Dopo diverse ricerche, tempo dedicato a girare i vari uffici preposti e dopo l'avvenuta registrazione della testata - non senza le solite problematiche di carattere politico, legale e quant'altro -  cosa ha pensato di fare la dirigenza composta sempre dall'allora vice segretario e dall'allora dirigente d'Area presente tutt'oggi nel cosiddetto  Coordinamento d'Area attuale del M.F.L.? Ha creduto opportuno chiedere al Martorana di inserirla tra i beni del Movimento. In questo modo, cambiando la segreteria, sarebbe cambiata anche la proprietà. In parole povere la dirigenza pretendeva che la proprietà del giornale finisse all'interno del M.F.L. dopo che i sacrifici sostenuti erano stati tutti a carico dell'allora segretario del movimento.  Pura follia e pure farneticazioni!!

Oggi, quindi, il nuovo sedicente segretario nazionale oltre ad ottenere la segreteria avrebbe ottenuto anche la proprietà del giornale in automatico.  Pretese assurde, senza limite e senza fine. Ancora oggi, però, ci si chiede cosa abbiano fatto e dato, all'epoca della dirigenza del Martorana, questi signori che hanno solo preteso e mai concesso. Sarebbe interessante sapere cosa hanno fatto per il movimento e per il bene dei tesserati, quanto e come si sono sacrificati per far si che il M.F.L. uscisse dal silenzio e dall'indifferenza.

Quello che ci consta notare e che le uniche due cose che le due altolocate dirigenze hanno saputo fare sono state:  per l'allora  vice segretario scrivere articoli da arresto per diffamazione; per il dirigente d'area mettere a disposizione, una tantum, una sala a Roma dove riunirsi pagata dal sindacato. Complimenti! Staranno ancora asciugandosi il sudore dalla fronte per lo sforzo.

A parte ciò ci sono quattro punti chiave che non consentivano  al M.F.L. la proprietà del giornale:

1) il movimento aveva già un giornale interno; era quasi totalmente scritto e gestito dall'attuale sedicente segretario nazionale del M.F.L. Esso si chiamava "Costruire" ed il Martorana, anche per quel giornale, aveva provveduto a regolarizzarne la testata attraverso la registrazione così come previsto dalla legge sulla stampa.  Quindi il movimento non era privo della fonte d'informazione per i militanti. Ma il "Popolo d'Italia", evidentemente, faceva più gola del ciclostile che l'ex vice segretario stampava in casa tutti i mesi;

2) Si pensa forse che le richieste fatte dalla ex dirigenza comprendessero oltre alla testata "Il Popolo d'Italia" anche "Costruire"?  Neanche per sogno. La richiesta di appropriazione della seconda testata non è mai stata fatta. Troppo piccola di significato per accendere gli appetiti ingordi. E ciò aveva fatto nascere il sospetto di un interesse che andava al di la' di un motivo politico;

3) La testata creata da Benito Mussolini non è mai stata, né un bollettino interno di partito, né di proprietà di movimenti politici. Non lo era stato neanche del P.N.F. benché fosse andato al potere e fosse l'unico partito in Italia durante il Ventennio. Mussolini, poco prima di guidare il Paese, aveva rimesso nelle mani del fratello Arnaldo la direzione della testata, conservandone però la proprietà. Se, ai giorni nostri, la proprietà fosse andata  al M.F.L. si sarebbe compiuto un gesto anti storico e, forse, anche contrario alla volontà del suo creatore.  Il giornale, quindi, era giusto che rimanesse apartitico e fuori dagli avidi appetiti di accaparratori;

4)  Non c'era stato alcun intervento, affinché "Il Popolo d'Italia" rivedesse la luce,  da parte di uno solo di quei dirigenti del M.F.L. che, poi, avrebbero preteso la proprietà della testata. Eppure tutto era stato fatto alla luce del sole. Il Martorana non aveva nascosto nulla e tutti sapevano, giorno per giorno, delle varie problematiche che si incontravano sulla strada della legalità. Allo stesso modo in cui c'era stata la lavata di mani per i casi legali, anche stavolta, c'era stata la stessa presa di distanza. L'arte dell'eclissarsi da parte di alcuni elementi ha spesso ricordato le capacità del camaleonte che, per non farsi scorgere, cambia il colore della propria pelle. Nello stesso modo si sono comportati  alcuni dirigenti del M.F.L. C'erano, ma non si facevano vedere, tranne quando il pericolo, di dover partecipare in qualche modo alle questioni non ancora chiarite, era passato

Entrambi i giornali, comunque, erano stati registrati e legalizzati. Il Martorana aveva donato al movimento  la testata "Costruire"  affinché l'M.F.L. avesse sempre il suo organo interno d'informazione. Ma alla dirigenza dell'epoca non bastava. Pretendeva anche l'altro, cosa che non gli è stata mai concessa perché oltre al fatto che non era il bisogno che lo richiedeva, ma la prevaricazione, il sopruso, l'egoismo feroce e senza limiti, non esistevano motivi validi che giustificassero, anche solo in parte, la pretesa accampata.  Secondo costoro tutto era dovuto senza l'obbligo di partecipare in maniera solidale alle conquiste.

Si diceva prima che, la futura dirigenza - qualunque fosse stata  dopo il  Martorana - avrebbe avuto in automatico anche la proprietà dei giornali. E, a dirla tutta, pensare che sulle pagine di una testata così gloriosa potevano essere scritte le farneticazioni, gli insulti, le minacce e le cattiverie gratuite a cui spesso l'ex vice segretario si lasciava andare, noncurante dei pericoli legali che avrebbero potuto comportare, non faceva stare tranquilli.  Per evitare tali eventuali problematiche  era stata presa la decisione di controllare attentamente ogni scritto che derivasse dai pensieri dell'ex vice segretario. E in questo modo la testata de "Il Popolo d'Italia" si è salvata dalle denunce.

Ma se si era chiusa la porta principale ai pericoli legali che  il vice segretario avrebbe potuto fare entrare, non ci si era ricordati di chiudere anche quella  posteriore. La testata "Costruire", infatti, era rimasta totalmente nelle mani dell'ex vice segretario - che, ci piace tornare a ricordarlo, è il sedicente segretario nazionale attuale del M.F.L. - il quale, non potendo esternare sulla testata mussoliniana le sue rabbie, sempre condite da offese oltre il limite dell'ammissibile - in più, spesso, ingiustificate e fuori luogo - aveva rincarato le dosi già massicce di insulti ed offese a tutto e a tutti sulle pagine di "Costruire". Di questo giornale il Martorana, pur donandone la proprietà al M.F.L., ne aveva conservato la direzione. Bene,  il pericolo da cui si era scampati da una parte si era ripresentato dall'altro. Su un numero del giornale in questione la magistratura aveva chiamato in causa per diffamazione, sia il Martorana, in qualità di articolista e direttore, sia il Vice segretario, in qualità solo di articolista, a causa della pubblicazione di due articoli firmati rispettivamente dal Martorana e dal Vice.

In fase dibattimentale il Martorana, per quanto riguardava l'articolo da lui scritto, era stato scagionato da ogni accusa diretta con la dicitura "perchè il fatto non sussiste". Al vice segretario, invece, era stato confermato il reato di diffamazione. Fin qui il problema sarebbe rimasto solo dell'autore. Ma, essendo il Martorana direttore del giornale posto sotto accusa, uscendo assolto dal reato di diffamazione per l'articolo da lui scritto, era rientrato a pagare in solido coloro che si erano ritenuti, a ragione, diffamati per l'articolo del suo vice segretario. La legge, nel merito, prevede infatti una responsabilità diretta del direttore delle testate su cui compaiono gli articoli pubblicati . Di conseguenza, la donazione fatta al M.F.L. del giornale e la troppa fiducia concessa al vice segretario, erano costate molto care.

Ovviamente di tutto questo nulla viene detto, né sul sito, né alle rare riunioni. Tanto meno trapela qualcosa sui forum gestiti dalla dirigenza nata dalla "furbata" del cosiddetto Congresso Nazionale Straordinario di Torino.

"Glorie ed onori" dell'attuale sedicente dirigenza del M.F.L.

 

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