"Glorie ed onori" dell'attuale sedicente dirigenza del M.F.L.

 

La questione relativa al giornale, ("Il Popolo d'Italia"),  continua nella fase post - "congresso furbata".

Una volta appropriatasi della guida del movimento, la sedicente dirigenza, cercando di darsi un contegno ed un aspetto diverso dal passato - e non riuscendoci se non nel peggiorare  piuttosto che migliorare - ha gestito, in parte, le vendite di alcuni numeri de "Il Popolo d'Italia", così come la proprietà aveva autorizzato. Le vendite venivano prettamente effettuate nel torinese e nel triestino. I ricavati dovevano servire per pagare le spese di stampa delle copie che, in quel periodo, erano gestite dall'allora dirigente del M.F.L. per il Nord -Est d'Italia, sig. Angelo Cauter.

Ma, mentre il Cauter metteva da parte il ricavato per pagare le tipografie, degli incassi effettuati dal vice segretario - divenuto nel frattempo sedicente segretario nazionale del M.F.L.- non si avevano notizie. Eppure venivano mandate mensilmente circa cento copie al suo indirizzo. Anzi, quando queste tardavano era lo stesso sedicente segretario che ne reclamava l'immediata spedizione. Ma del ricavato mai una parola. Il sig. Cauter, tra l'altro, nella sua meticolosità, oltre a riferire alla direzione dell'assenza di incassi dal Piemonte, chiedeva giustamente alla proprietà, ovvero al Martorana, l'importo per differenza a saldo delle fatture che le tipografie emettevano per l'avvenuta stampa.

Dopo diversi mesi, nei quali si era ripetuta la solita richiesta e le solite rimostranze da parte del Cauter, il Martorana decideva di chiedere lumi al neo eletto sedicente segretario nazionale. I "lumi" venivano chiesti con cortesia e senza supporre che l'alto dirigente potesse aver avuto un momento di particolare necessità economica o che comunque, in qualche modo, si fosse potuto appropriare del ricavato.

A civile lettera di richiesta, spedita via e-mail, venivano rimandate, in risposta, arroganza e villania. Veniva asserito, tra insulti ed offese d'ogni genere al proprietario del giornale, che non c'erano soldi e non ce ne sarebbero mai stati; che le copie consegnate nei vari mesi - si parla di diverse centinaia di copie ognuna delle quale aveva un costo di circa 1, 40 euro - erano state, secondo l'alto sedicente dirigente, tutte regalate. Per cui non solo non c'erano i relativi incassi ma neanche le copie da restituire. Quello che, però, aveva dato più fastidio, benché fosse difficile credere a quanto era stato comunicato - anche perché era impossibile  supporre che nella continua ricerca disperata di soldi a cui l'ex vice è stato sempre dedito, questi avesse "regalato" centinai di copie - era stato il modo offensivo e calunnioso con i quali veniva giustificata la situazione. Per cui, presa la documentazione spedita dall'ex vice ed aggiunte delle altre che il battibecco intercorso avevano creato - alcune delle quali sono state anche pubblicate su alcuni forum dal sedicente neo eletto segretario nazionale del M.F.L., - il Martorana denunciava per diffamazione  (e non per appropriazione indebita) il suo ex vice segretario il quale, a distanza di diverso tempo, avrebbe patteggiato la pena pagando mille e quattrocento euro di ammenda.

Questa è stata la prima fase di "onori e glorie" a cui l'M.F.L. ha partecipato attraverso i comportamenti del suo sedicente segretario nazionale.

Altra gloria ed onore da annoverare è la recente questione che ha visto come protagonisti principali il sedicente segretario e l'avv. Edoardo Longo. Ora, non volendo prendere le difese di nessuno dei due e pur volendo ammettere - ma solo come puro esempio - che le maggiori parte delle colpe siano state "giustamente" attribuite al Longo, ci si chiede con quale criterio il sedicente segretario nazionale di questo movimento abbia potuto arrogarsi il diritto di usare alcune pagine politiche del sito per screditare pubblicamente il Longo in una diatriba di carattere personale.

Questo è il medesimo contegno che il sedicente segretario ha avuto, prima con l'uso - e l'abuso - delle pagine del giornale "Costruire", (come abbiamo già raccontato), e, dopo, con l'uso dei forum sui quali ha diffamato il Martorana.

Anche in questo caso, per il neo eletto sedicente segretario, c'e' stato un avviso di garanzia per diffamazione a mezzo internet. E come poter dare torto al P.M. di Pordenone che ha ordinato niente di meno che il sequestro dell'intero sito del M.F.L? Su quel sito esisteva una lunga pagina all'interno della quale erano citati l'avv. Longo ed altro personaggio - a quanto pare legato al Longo - entrati in conflitto con il sedicente segretario per motivi puramente personali. Inutili e poco importanti sono le motivazioni del litigio. Ciò che invece rimane importante sottolineare sono i  modi arroganti, villani ed offensivi con i quali il sedicente segretario del M.F.L. ha accampato le sue ragioni. Frasi deliranti, piene di insulti, contumelie, offese e prese in giro messe pubblicamente in visione per oltre 3 anni, (pare, a detta di qualcuno,  che gli anni siano addirittura 5). Una pazzia!!

Come si diceva prima potremmo essere di parte nel raccontare certi episodi, peraltro di dominio pubblico. Onde evitare tale inconveniente invitiamo i lettori a visitare la pagina del M.F.L., affinché venga visionato il sequestro all'indirizzo:" http://www.fascismoeliberta.net ".

Questa è un'altra gloria di cui, l'M.F.L. di oggi, di  certo non può sentirsi onorato. Ma non finisce qui. Sfidando tutti i principi legali il sedicente segretario nazionale ha poi ben pensato di aprire un altro sito con il seguente indirizzo: "http://www.fascismoeliberta.info", oscurando a propria discrezioni alcune pagine, riducendo sempre di più i contenuti e la scelta delle estensioni, (da "it" a ""net" e poi ad "info").

Crediamo che se il P.M. di Pordenone dovesse sapere che, anche se solo in parte, il sito è stato riaperto senza nessuna richiesta di dissequestro dell'altro oscurato, l'M.F.L. rischia di ricevere un'altra mazzata legale che potrebbe, stavolta davvero, segnare definitivamente il suo cammino politico.

Ci si augura che la sedicente dirigenza abbia avuto il buon senso e l'intelligenza di chiedere prima il dissequestro del sito o, quanto meno, di informarsi presso un avvocato se l'apertura di altro sito, al cui interno sono state poste quasi tutte le pagine presenti in quello sequestrato, non rischi di  peggiorare le condizioni già precarie del M.F.L.. Se ciò  non è stato fatto il movimento può cadere nel pericolo di vedere distrutti tutti i sacrifici che, non tanto questa sedicente ed inetta dirigenza ha fatto, quanto quelli che sono stati compiuti dai predecessori, che hanno dato l'anima e il sangue per fare in modo che l'M.F.L. potesse esistere politicamente con dignità e fermezza.

Direzione politica attuale

 

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