REGOLE PER I

COORDINATORI DEL

NUOVO ORDINE NAZIONALE

 

IL COORDINAMENTO

(Vademecum del coordinatore - Concetti, regole e utilità del coordinamento)

 

I concetti che andremo ad elencare sono ben lontani da ogni giudizio e/o polemica riguardante l’attività dei coordinamenti già nominati dalla Segreteria Nazionale del Nuovo Ordine Nazionale

 

CONCETTO GENERALE

 

Per renderci conto della grande importanza che i coordinamenti  hanno per la vita politica del Movimento dobbiamo pensare che questi, indipendentemente che siano locali, provinciali o regionali, sono gli avamposti del nostro Movimento politico.

Essi sono i presidi, le teste di ponte, grazie ai quali la Sede, (ovvero la Segreteria Nazionale), e gli altri coordinamenti già presenti su territorio, si basano per ottenere informazioni, maggior presenza e aiuto.

Pertanto, fondare e detenere un coordinamento, non è una iniziativa di poco conto, né si deve credere che sia il raggiungimento di qualche tappa personale. Anzi, l'assegnazione di un coordinamento deve essere inteso come l'inizio dell'attività politica militante. Divenire coordinatori significa assumersi delle responsabilità politiche particolari  non comuni  nei confronti dei propri camerati, cosa che non deve essere sottovalutata.

Le  responsabilità appena accennate, però, hanno anche un altro risvolto non meno importante. Esse sono comunque proporzionate  alla capacità organizzativa dei coordinatori in loco, al lavoro che essi svolgono per il Movimento ed al numero di militanti con i quali mantengono contatti diretti per l’attività politica.

Di conseguenza, se è vero che più grande è l’attività politica e maggiori sono le responsabilità, è anche vero che, di pari passo, aumentano la notorietà, il prestigio e la forza politica dei militanti di quel particolare territorio. Tutti elementi determinanti  in fase di campagna elettorale e/o di manifestazioni di piazza.

Il coordinamento territoriale, in sintesi, è la garanzia della presenza del Movimento in quel preciso luogo attraverso l’attivismo del coordinatore e dei suoi militanti lì presenti. 

 

RESPONSABILITA’

 

Le responsabilità di cui i coordinatori devono farsi carico sono diverse.  Tra quelle prioritarie vi sono la serietà, la fermezza ed il rispetto che bisogna far valere e  trasmettere, sia ai militanti che vogliono entrare a far parte del nostro Movimento, sia a coloro che, dall’esterno, potrebbero voler danneggiare in qualsiasi modo il buon nome della nostra organizzazione politica. Inoltre ogni coordinamento ha la responsabilità di agire sempre in maniera tale da non arrecare mai alcun danno ai militanti, agli altri coordinamenti e, tanto meno, alla Segreteria Nazionale.

I compiti principali assegnati ai coordinatori sono quelli  di organizzare e proteggere i loro militanti da qualsiasi attacco politico esterno, di  promuovere le strategie e le azioni politiche pianificandole con gli altri coordinamenti, (qualora dovessero essere partecipi alle stesse azioni), e soprattutto di tenere informata la Segreteria Nazionale la quale deve sempre dare il proprio benestare alle iniziative politiche locali.

Le autorizzazioni che vanno richieste alla Sede del Nuovo Ordine Nazionale non hanno lo scopo di censurare gli organizzatori di determinate attività politiche ma, piuttosto, hanno quella di fornire una garanzia alla compartecipazione, da parte della stessa Segreteria Nazionale, alle responsabilità civili  e sociali che possono scaturire dalle azioni politiche intraprese nei territori di competenza dei coordinamenti.

Nessuno coordinamento rimane isolato ed abbandonato a se stesso. Il cameratismo e la fedeltà all'ideale ed al Movimento sono gli elementi unificatori che creano la protezione e la presenza di ogni camerata legato al Nuovo Ordine Nazionale.

 

OBIETTIVI

 

Altrettanto semplici sono gli obiettivi che il coordinamento si deve prefiggere. Una volta presente nel territorio esso deve provvedere ad individuare simpatizzanti e militanti. Quest’azione può essere svolta attraverso l’affissione di manifesti o con il volantinaggio organizzato anche da poche persone, (ne bastano due). Oppure con un banchetto - volantinaggio per il quale occorre un numero maggiore di persone rispetto a quanti citati prima per il volantinaggio. Amici e conoscenti, dei quali si conoscono le tendenze politiche, possono essere i primi ad essere contattati per il tesseramento.

Altro obiettivo è quello relativo alla sezione che deve essere individuata e gestita dal coordinamento locale e dai militanti di quella zona. Nessuna particolare pretesa è richiesta per la sezione. Essa può essere un negozio, uno scantinato, un ufficio o un qualsiasi altro luogo idoneo a potersi riunire in un certo numero di persone per discutere e programmare tecniche e strategie politiche da attuare sul territorio. La sezione deve servire  anche come presenza visiva del nostro Movimento.

Il coordinatore, in sostanza, ha come obiettivi, quelli di aumentare le fila dei militanti attraverso la loro iscrizione al Movimento, di propagandare l’ideale politico in ogni modo, (ovviamente senza mai andare oltre i limiti della legalità), di essere presente, per quanto possibile, con comunicati stampa sui giornali di zona, via internet, o attraverso le radio e le televisioni private presenti nell’ambito del proprio territorio di competenza, di indire riunioni, (private e pubbliche) di carattere politico e/o culturale, di organizzare assemblee, congressi locali e via discorrendo.

Ma, al di sopra di tutto, il coordinamento deve aver come obiettivo prioritario il consolidamento della propria presenza sul territorio di appartenenza. Deve, quindi, saper tenere uniti i propri militanti, (soprattutto quelli attivi), con contatti frequenti e diretti con loro, coinvolgendoli nelle strategie politiche da adottare anche in fase di preparazione. Un buon coordinatore non sa solo impartire ordini, ma sa anche ascoltare i propri gregari gratificandoli per le loro idee e consigli.

 

FINANZIAMENTI

 

Ogni coordinamento può e deve provvedere alla propria r-esistenza politica attraverso l’auto finanziamento.

Il nostro Movimento non essendo presente in Parlamento, (almeno al momento), e non avendo la possibilità di essere finanziato da benefattori di varia natura, deve, per forza di cose, sostenersi da solo.

La prima entrata, per apportare linfa vitale all'organizzazione politica locale, deve arrivare dal tesseramento. Dopo di chè possono essere promossi altri sistemi di autofinanziamento. Ad esempio, possono essere venduti, (seguendo le regole impartite dalla segreteria nazionale), magliette, sciarpe, distintivi, bandiere ecc.. con impresso il nome del Nuovo Ordine Nazionale. Si possono creare addirittura delle fonti di commercio di varia natura da cui trarre duplice giovamento: finanziamento al Movimento e posti di lavoro per i camerati.

Ogni coordinamento può, insomma, crearsi un proprio introito e può coinvolgere altri coordinamenti nelle attività commerciali intraprese.
Gli utili derivanti dal tesseramento e dalle attività commerciali vanno a beneficio dei coordinamenti che ne hanno promosso lo sviluppo, fatta salva una percentuale da devolvere alla Sede del Movimento la quale può così finanziare le varie attività politiche a livello nazionale a sostegno delle attività politiche locali.

 

CONCLUSIONI

 

In queste pagine si è cercato di dare un'idea sommaria dell’importanza che hanno i coordinamenti. Bisogna comprendere che ogni coordinamento è un avamposto che si stabilisce in zone vergini, dove il lavoro che ci aspetta è enorme e non sempre facile. Ma se ben attuato e progettato può dare soddisfazioni personali e politiche enormi. Dobbiamo iniziare a pensare che ogni avamposto consolidato è una piccola vittoria che possiamo accreditarci.

Quello che è stato scritto in queste pagine dovrebbe far comprendere a tutti i camerati che è impensabile accettare la presenza di coordinamenti che esistono solo su carta, (o su internet), ma sono inesistenti all'atto pratico.

La presenza dei cosiddetti “coordinamenti virtuali”, ovvero di quegli pseudo - avamposti di cui non si sono mai avute notizie, non può essere tollerata, né compresa. I coordinamenti, quelli attivi, necessitano di basi d’appoggio a loro vicine per tutte le iniziative politiche che intendono intraprendere. E’ estremamente deleterio fare affidamento su di un coordinamento che esiste sulla carta ma non nella pratica. L’assenza di una base d’appoggio, o peggio, credere di avere una base d'appoggio che risulta, invece, essere inesistente, rischia di far cadere anche quell’avamposto che potrebbe necessitare di un aiuto. 

Questo, però, non vuol dire che la nomina a coordinatore può e deve essere data solo a chi ha già un suo seguito o ha avuto modo di fare esperienza politica.  Non è questo ciò che conta, ma la volontà di voler creare, di voler essere parte attiva del Movimento. Inizialmente si può essere anche da soli nel territorio di propria competenza  e si possono anche non conoscere coloro che potrebbero essere gli eventuali futuri simpatizzanti e militanti ivi presenti. Ma se si crede in ciò che si sta facendo e se si è convinti delle proprie idee, con i consigli di chi ha un po’ più di esperienza, possono essere fatti passi da gigante.

Essere coordinatori vuol dire, principalmente, avere il coraggio di affrontare la vita militante, cosa non comune e che distingue il militante passivo, (utile), da quello attivo, (altrettanto utile!)

Un coordinatore, sia di fresca nomina, sia veterano, non è mai solo, ma gode dell’appoggio e della protezione di tutti gli altri coordinatori, oltre che quello della Segreteria Nazionale. Quest’ultima, poi, ha il dovere di essere presente politicamente in  ogni luogo ove sorge un avamposto e di essere sempre in grado di proteggere i propri militanti attivisti in qualsiasi modo.

Ciò che deve essere chiaro per tutti i coordinatori, oltre alle regole, alle responsabilità ed agli obblighi assunti, è che nel nostro Movimento esiste  cameratismo e capacità di fare quadrato. Per cui nessuno di noi rischia di essere abbandonato al proprio destino.

Essere coordinatori del Nuovo Ordine Nazionale vuol dire, quindi, essere parte  integrante di un’ esercito ben indirizzato, addestrato e sostenuto in ogni situazione, capace di arrivare lì dove gli altri hanno fallito o non sono mai giunti.

Ecco perché i coordinamenti devono essere seri e presenti e devono essere considerati i punti strategici più importanti per il nostro Movimento.

 

     

 

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