Meglio FASCISTI che...

Sgarbi!

 

 

Se esiste una persona incapace di esprimere le proprie idee in un contraddittorio, questi è Vittorio Sgarbi.

Personaggio pubblico e politico è conosciuto dagli italiani più per le sue performance da scaricatore di porto, (senza offesa per la categoria), che per la sua cultura o per la sua inesistente capacità all'autocontrollo.

Le sue prime apparizioni risalgono al periodo in cui Maurizio Costanzo, scoprendo questo personaggio "singolare", lo portò sul palcoscenico del "Maurizio Costanzo show", nel tentativo, (per altro riuscito), di aumentare l'audience e di dare agli utenti televisivi il classico spettacolo squallido con il quale attirare il pubblico.

Quelle prime prove di volgarità e di assurde manifestazioni di pazzia, presero piede nel tempo, fino alla creazione di altri spettacoli televisivi dello stesso basso tenore in cui Sgarbi ha sempre dimostrato di trovarsi a proprio agio.

Dopo di lui altri hanno tentato di emularlo presenziando ai vari programmi indetti da Mediaset, (Grande fratello 1-2-3-4-, isola dei famosi e immondizia varia), ma il primato della volgarità, della pazzia e dell'insulto, spesso gratuito, è comunque rimasto al superpagato Vittorio Sgarbi.

Una piccola, ma significativa biografia, l'abbiamo trovata su Wikipedia. Ve la riproponiamo in quanto descrive bene il personaggio:

Dopo una giovinezza politicamente turbolenta (partecipò alla contestazione giovanile del 1968 tra le fila degli anarchici), ottenne la laurea in filosofia ma si occupò soprattutto di arte, diventando ispettore della sovrintendenza ai beni storici e artistici in Veneto.

Politico abituato a cambiare spesso idee e schieramenti (alcuni lo hanno definito come "il più grande trasformista d'Italia"), nel 1990 si candida come sindaco di Pesaro per il Partito Comunista Italiano, ma perde. Qualche mese dopo diventa consigliere comunale di San Severino Marche (con il Partito Socialista Italiano), di cui diventa primo cittadino nel 1992 sostenuto dalla Democrazia Cristiana e dal Movimento Sociale Italiano.

Sempre nel 1992 sarà deputato nazionale per il Partito Liberale Italiano: successivamente forma un'alleanza con il Partito Radicale di Marco Pannella, con cui sarà alleato della coalizione guidata da Silvio Berlusconi nel 1994 e nel 1996.

Il 21 marzo 1999 nasce il movimento I Liberal Sgarbi-I libertari.

Nel 1999 passa a Forza Italia, con cui sarà sottosegretario ai Beni Culturali dal 2001 al giugno del 2002, allorché si dimise dall'incarico.

Parallelamente alla sua attività politica egli continua ad occuparsi di arte, commentando in videocassetta alcune delle opere dei più importanti pittori e scrivendo numerosi saggi e libri specializzati quali Carpaccio (1979), I capolavori della pittura antica (1984), La stanza dipinta (1989), Davanti all'immagine (1990, vincitore del Premio Bancarella), Onorevoli fantasmi (1994), Lezioni private (1995), Lezioni private 2 (1996).

Personaggio televisivo grintoso (si è autodefinito "polemista"), ha spesso partecipato al Maurizio Costanzo Show ed ha condotto per anni la sua rubrica personale, Sgarbi Quotidiani. Successivamente fonda in vista delle elezioni europee del 2004 la lista "Liberal Sgarbi", che si allea col Partito Repubblicano Italiano ma che ottiene nelle consultazioni del 2004 solo lo 0,7% dei voti.

Nel 2005 abbandona la Casa delle Libertà e passa all'Unione: propone la propria candidatura in vista delle elezioni primarie della coalizione di centrosinistra, ma deve successivamente ritirarsi in base alla regola che vieta la corsa elettorale nelle primarie di chi abbia avuto incarichi politici nelle ultime due legislature guidate da Berlusconi. Alle elezioni politiche del 2006 decide di candidarsi con la Lista Consumatori che appoggia la coalizione di centrosinistra, senza essere tuttavia eletto.

Nel 2006 si candida a sindaco di Milano ma successivamente stipula un accordo con la candidata della Casa delle Libertà Letizia Moratti, che prevede il ritiro della candidatura da parte del critico d'arte. Dopo la vittoria dell'ex ministro dell'istruzione ottiene l'incarico di assessore alla cultura di Milano.

In questa prima parte della biografia di Sgarbi abbiamo appreso la sua abilita camaleontica  nell'adattarsi alle circostanze prendendo il colore politico che maggiormente gli interessava al momento. Con questo sistema, il camaleonte Sgarbi, ha imperversato nel mondo della politica sedendosi ora su questa, ora su quella poltrona, ovviamente non facendosi mancare i lauti stipendi per i quali noi tutti abbiamo contribuito a pagargli attraverso il versamento delle solite inutili, false e amplificate tasse.

A proposito di questa sua dote innata, dobbiamo soffermarci su un particolare al quale, probabilmente, pochi hanno fatto attenzione. In uno dei momenti della rissa scoppiata la Domenica successiva al demenziale programma "La pupa e il secchione", la Mussolini ha apertamente dichiarato che il volgarissimo personaggio aveva chiesto alla segreteria nazionale di Alternativa Sociale, un posto nella sua lista per candidarsi al Parlamento, richiesta che era stata respinta dalla stessa Mussolini. Mentre la nipote del Duce parlava facendo presente questo "particolare" Sgarbi non proferiva parola, (strano atteggiamento da parte di chi offende senza far parlare il proprio interlocutore e si ritiene superiore, forse, allo stesso Padre Eterno). La Mussolini era riuscito a zittirlo per qualche secondo. Poi, per salvare la faccia, Sgarbi riprendeva il suo abituale e triviale comportamento giustificandosi con assurdità degne dei politici più infidi.

Ora, pur non essendo stati presenti alla situazione denunciata dalla Mussolini circa la richiesta di un posto parlamentare da parte di Sgarbi, possiamo però affermare con certezza che il volgarissimo personaggio, si era già fatto sponsorizzare dai cosiddetti "fascisti" che tanto disprezza. Nella prima parte della sua biografia, infatti, si legge: Qualche mese dopo diventa consigliere comunale di San Severino Marche (con il Partito Socialista Italiano), di cui diventa primo cittadino nel 1992 sostenuto dalla Democrazia Cristiana e dal Movimento Sociale Italiano.

Continuiamo, ora, con la seconda parte della sua biografia:

È stato condannato nel 1996 a 6 mesi e 10 giorni definitivi con sentenza della Pretura di Venezia per il reato di falso e truffa aggravata e continuata ai danni dello Stato (per produzione di documenti falsi e assenteismo mentre era dipendente del Ministero dei Beni culturali).

È stato condannato per diffamazione aggravata per aver definito "politiche", nel 1998, le indagini del pool antimafia di Palermo, guidato da Gian Carlo Caselli.

Non soddisfatto dei soldi che guadagnava come politico e come critico d'arte in televisione, oltre a quelli intascati per i numerosi convegni strapagati ai quali ha partecipato, e senza contare gli stupidi e demenziali programmi ai quali ha presenziato facendosi abbondantemente remunerare, Vittorio Sgarbi ha avuto una condanna definitiva per falso e truffa aggravata e continuata ai danni dello Stato. L'assenteismo ha poi infarcito la sua già sporca morale e onorabilità. La fame di soldi, probabilmente per lui, aveva prevaricato sulla sua dignità ed onestà.

Ed infine la terza ed ultima parte della biografia di Vittorio Sgarbi:

Sgarbi è noto anche per le sue famose discussioni e liti all'interno dei programmi televisivi:
  • Nel 1991 esprime forti critiche sul Papa nel programma Weekend con Raffaella Carrà provocando il divieto della diretta.
  • Sempre nel 1991 durante una puntata del quiz Telemike Sgarbi si infuria fortemente con il conduttore Mike Bongiorno durante un dibattito sulle case abusive costruite nei pressi dell'Etna, in Sicilia. La discussione dura più di mezz'ora e si conclude solo quando Mike Bongiorno abbandona lo studio con le parole «Quando ritenete che sia sufficiente quello che ha detto interrompetelo». La puntata viene censurata.
  • Nel 1991 poi prende parte a una violenta discussione nel programma L'istruttoria di Giuliano Ferrara: tira in faccia un bicchiere d'acqua a Roberto D'Agostino che risponde con un ceffone.
  • Nel 2000 avviene il primo incontro con il Trio Medusa, e non è propriamente amore a prima vista. Seguono nel 2001 altre tre 'discussioni', tra cui la più celebre in cui Sgarbi li apostrofa «culattoni e raccomandati».
  • Nel 2002 rompe in testa a Valerio Staffelli, inviato di Striscia la notizia il famoso Tapiro d'Oro, ed accusa il Tg satirico di «ruffianeria di regime».
  • Nel 2006, durante una puntata della trasmissione Notti sul ghiaccio di Raiuno, Sgarbi discute violentemente con Milo Infante, che durante la votazione aveva messo in discussione la sua competenza.
  • Nel 2006 durante la registrazione di una puntata del reality La pupa e il secchione, Sgarbi arriva quasi alle mani con Alessandra Mussolini (che gli aveva tolto gli occhiali e messo una mano sulla bocca), offendendo ripetutamente lei e diversi autori del programma con espressioni volgari.

Giunti a questo punto, possiamo riassumere brevemente quanto abbiamo appreso:

Vittorio Sgarbi è un personaggio che non ha nessuna morale, né valore politici. Il suo saltare da una parte all'altra del Parlamento ne è stata la prova provata. Per quanto riguarda i suoi comportamenti, questi, non rientrano neanche  tra le caratteristiche che lo potrebbero giustificare con l'appellativo di "scienziato pazzo".

Si sa, infatti, che, in passato, gli uomini più creativi e più fantasiosi, quelli che dell'inventiva ne avevano fatto una loro ragione di vita, erano ritenuti spesso estrosi, irascibili, comunque diversi, particolari. Basta addentrarsi proprio nel campo dell'arte per scoprire che i pittori più famosi e più quotati furono talmente diversi e strani che morirono di pazzia.

Vittorio Sgarbi ha ereditato da coloro che ha studiato solo la pazzia. Quell'embrione di creazione ed inventiva, invece, l'ha messa al servizio dell'illegalità.

Vittorio Sgarbi è un pregiudicato che ha evitato la galera per un soffio e non certo perchè è risultato essere onesto e innocente. Per di più ha commesso reati i quali, a differenza dei comuni cittadini condannati per la violazione degli stessi articoli, dovevano valergli l'espulsione a vita da ogni carica pubblica. La sua presenza politica, (oggi come assessore alla cultura al Comune di Milano), è un affronto ed un offesa per tutti i  cittadini onesti che con  i loro soldi hanno pagato, (e stanno pagando), lo stipendio ad un truffatore e un mentitore che ha danneggiato lo Stato, quindi gli stessi cittadini.

Solo per questo Sgarbi non dovrebbe mettere più piede in nessuna trasmissione televisiva e, tanto meno, dovrebbe detenere ruoli politici in Parlamentao e/o in qualsiasi comune d'Italia.

 
Purtroppo, però, da qualche anno a questa parte, va di moda invitare nelle trasmissioni a base di poltiglia cerebrale, ladri, farabutti, truffatori, assassini e via discorrendo. L'audience prima di tutto, poi, (e forse), il rispetto per la dignità dei telespettatori che sono costretti a sorbirsi questa delinquenza in casa propria.

Bene, davanti a tutto questo è mai possibile che la Mussolini, e noi tutti, ci si possa ritenere offesi da quel "fascista" detto con tanto odio e tanto disprezzo?.

Essere fascisti è un onore che Sgarbi, troppo pregno delle falsità che il potere di Stato ha propinato per oltre 60 anni, non può comprendere.

Lui comprende solo una parola: "soldi", (lui stesso ha più volte detto che va alle trasmissioni televisive per i soldi!) E chi basa la propria vita su questa parola, tanto da farla diventare primaria davanti ai valori, (di cui Sgarbi biascica strani concetti senza conoscere quelli veri - perchè se così non fosse non sarebbe saltato da un partito all'altro toccando gli opposti- ), e davanti alla legge, ( soldi su soldi fino a delinquere), non ha il diritto di insultare nessuno, né di ergersi a saccente su concetti per lui inesistenti, anzi, di più, da lui calpestati e ridicolizzati.

Volere la sua cancellazione dalla vita politica e pubblica vuol dire non essere democratici ma essere fascisti?

Bene, siamo fascisti, anzi, fascistissimi E di questo ce ne vantiamo dato che questa democrazia ci sa propinare  personaggi squallidi come  costui, parlamentare prima e assessore alla Cultura oggi, che si è arricchito senza nulla fare, (vedi l'assenteismo tra le condanne inflittegli),  con i soldi dei contribuenti che ha truffato truffando lo Stato.

Per cui, meglio fascisti che truffatori, meglio fascisti che mentitori, meglio fascisti che volgari e privi di educazione e di morale.

Meglio fascisti, anche perchè non ci permetteremmo mai di entrare in casa delle persone, attraverso la televisione, sbraitando insulti ed offendendo uomini e donne come se fossero schiavi del sapere di chi ostenta boriosamente la propria saccenza.

e poi, meglio fascisti che disadattati sociali che tentano di mascherare  il loro handicap con le grida da mercato e con gli insulti e le offese   per i quali i più analfabeti e volgari avventori  delle taverne di periferia potrebbero essere paragonati a degli apprendisti.

In una sola frase... meglio fascisti che Sgarbi!

 

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