Organigramma e regolamentazione interna del

NUOVO ORDINE NAZIONALE

 

1) Progetto del Movimento

2) Struttura del Movimento

3) Gestione interna delle Strutture

4) Unificazione: le strutture flessibili e dinamiche

5) Le fondamenta del Movimento: le premesse ideali e politiche

6) Le idee-forza dell’azione politica

7) Gli obiettivi del Movimento

 

 

 

 

 

(COGNIZIONI GENERALI)

 

Il N.O.N. è un Movimento politico che fonda le proprie radici nell’ideale Fascista Mussoliniano.

Esso non si propone per rifondare il disciolto Partito Nazionale Fascista, né si impone contro l’universale idea democratica ma, anzi, auspica tale soluzione politica attraverso l’unificazione dei partiti regolati da un’unica legge che preservi il bene collettivo al di sopra del bene del singolo Questo pensiero può essere considerato l’essenza dell’idea originale del Fascismo.

Il Movimento fa propria tutta l’ideologia Fascista Mussoliniana escludendo dal contesto politico, sociale e civile ogni qualsiasi forma di violenza fisica, morale e/o psicologica rivolta nei confronti dei cittadini appartenenti a qualsiasi nazione, razza, ceto e religione che non si riconoscono ideologicamente nel pensiero politico del N.O.N.

Il principio vigente all’interno del movimento si basa sui concetti e regole che furono espressi all’atto della costituzione dei “fasci di combattimento”, base politica e sociale di ciò che in seguito venne meglio identificato nel Fascismo del Ventennio, ossia il concetto della unificazione delle diverse ideologie in un unico movimento allo scopo di migliorare la vita sociale e civile del POPOLO ITALIANO. La creazione di questo pensiero unificatore portò, a sua volta, alla formazione di logiche superiori fino ad arrivare al superamento della lotta tra le classi privilegiando, in questo campo, la collaborazione tra esse. Ciò avvenne particolarmente nel campo del lavoro e della cultura con la realizzazione delle Corporazioni prima, e della socializzazione delle aziende dopo. Il concetto di fascismo, in base al quale le varie ideologie non hanno mai rappresentato - così come attualmente non devono rappresentare – motivo di lotta reciproca ma strada comune da perseguire al fine di creare sempre innovativi miglioramenti mirati al benessere collettivo del popolo, viene da noi ripresa ed inserita nel nostro programma politico per essere portata avanti dal nostro movimento. Stessa cosa  dicasi per la  socializzazione che fu pietra miliare dello sviluppo economico delle aziende  e quindi dell’attività produttiva della nazione durante la Repubblica Sociale Italiana.

Per questi progetti è richiesta la partecipazione di tutta la base militante, la quale, inserendosi nei programmi sopra esposti può divenire parte attivamente alla vita politica del movimento, sia localmente, sia a livello nazionale.

Il concetto generico di ”partecipazione della base militante” crea la possibilità, per tutti i militanti di ogni ordine e grado, di avere potere decisionale già dalle fondamenta della struttura organizzativa del movimento, (ovvero dal grado di semplice tesserato), creando una condizione naturale per uno sviluppo meritocratico di tutti gli elementi partecipativi alla vita politica.. Questo è per il Nuovo Ordine Nazionale una regola di base per dare vita all’evoluzione del pensiero fascista mussoliniano.

I piani di lavoro che si andranno a concretizzare, e di cui il programma politico presente all’interno dello Statuto deve risultare essere solo una direttiva da sviluppare, saranno diretti particolarmente all’attenzione delle giovani leve, forza motrice del nostro movimento e dell’ideale che esso rappresenta, che nel fascismo vedono il futuro politico e sociale della nostra nazione. A loro è dato l’onore, e l’onere, di portare avanti, insieme a tutto il movimento, l’impegno lavorativo ed ideologico che il Nuovo Ordine Nazionale si è prefisso.

Il Nuovo Ordine Nazionale, in base ai principi dello spirito cameratesco, elemento essenziale per la crescita e la compattezza tra le forze fasciste,  si impegna anche a ricercare e/o ad accettare qualsiasi forma di collaborazione con tutti i gruppi politici che abbiano le stesse mete e gli stessi obiettivi sociali, politici e culturali senza, però,  perdere la propria identità.

Inoltre, sempre nel rispetto degli stessi principi che ci contraddistinguono, il movimento è disponibile ad inglobare all’interno della propria organizzazione altri movimenti aventi i nostri stessi scopi sociali e politici.

A tal fine i movimenti che verranno inseriti nell’organizzazione del N.O.N. continueranno a mantenere la loro identità politica divenendo, però, delle correnti interne al nostro movimento. Una volta divenute tali esse potranno avere l’opportunità di proporre diverse soluzioni ai problemi che verranno trattati. Questo nostro innovativo  metodo di discussione tra le varie correnti inserite nel contesto della vita del nostro movimento non costituisce, per noi, alcun tipo di ostacolo ma, anzi, diventa un ulteriore motivo per mantenere, (e chiedere), il rispetto dei supremi valori etici e morali. Seguendo i principi di tali valori ogni discussione non potrà cadere in forme di protagonismo e di egoismo, ma apporterà al nostro ideale una giusta evoluzione del pensiero fascista.

 

 

  1. Struttura del Partito: gli organi

- BASE

- COORDINATORI  LOCALI

- COORDINAMENTI PROVINCIALI

- DIRETTIVO NAZIONALE DELLE PROVINCE

- COMMISSIONI PERMANENTI

- SEGRETARIO NAZIONALE

 

 

BASE

 

La base è l’insieme di tutti gli iscritti al movimento, detentori di cariche compresi: ogni iscritto ha parità di diritti e doveri in base  agli incarichi ricevuti.

 

COORDINATORI  LOCALI

 

Essi sono coloro che coordinano a livello locale la base militante presente sul territorio di appartenenza. I coordinatori locali rispondono ai coordinatori provinciali

 

COORDINAMENTI PROVINCIALI

 

I coordinatori provinciali hanno la responsabilità dell’operato dei coordinatori locali della provincia di appartenenza. Essi rispondono direttamente al Direttivo Nazionale delle Province.

 

 

DIRETTIVO NAZIONALE DELLE PROVINCE

 

Il Direttivo Nazionale delle Province è l’organo esecutivo competente ad autorizzare le iniziative proposte in ambito locale e, quando queste vengono promosse dai coordinamenti subalterni, in ambito nazionale.

 

COMMISSIONI PERMANENTI

 

Le commissioni permanenti sono preposte all’accettazione dei militanti ed alla disciplina di questi;  alla stampa e la propaganda; propongono modifiche e cambiamenti al programma politico; si occupano delle elezioni locali, provinciali, regionali e politiche; regolano la spesa e le finanze del movimento; si occupano di creare e di mantenere i rapporti politici con le istituzioni.

 

COMMISSIONE STRAORDINARIA DI CONTROLLO

 

La Commissione Straordinaria di Controllo ha il compito di verificare la correttezza delle informazioni trasmesse tra i coordinamenti  e gli aventi diritto e il regolare svolgimento delle votazioni effettuate dai vari organi che compongono il movimento.

Il Segretario Nazionale opera, in questo caso, in qualità di giudice  e designa gli altri membri che faranno parte della commissione in base al problema sorto.

 

SEGRETERIA NAZIONALE

 

Il Segretario Nazionale è il rappresentante nazionale dell’intero movimento. Di esso egli ha la totale responsabilità politica. Ha diritti e doveri meglio specificati al punto riguardante tale carica.

 

 

  1. Gestione interna delle strutture: regolamento, diritti e doveri

 

La base

La base ha potere decisionale per tutte le attività politiche, culturali e propagandistiche del movimento svolte in ambito locale; è il punto di partenza e di arrivo di ogni decisione in quanto spetterà poi alla base di lavorare sul territorio preposto e di applicare fattivamente il pensiero del movimento nella quotidianità.

Essa ha diritto di proporre  riunioni e organizzare eventi politici rendendone sempre partecipe il coordinatore locale.  Inoltre la base avrà l’obbligo di  far presiedere ad ogni riunione il Dirigente locale il quale avrà cura di presentare una relazionare dei lavori al coordinatore provinciale che a sua volta relazionerà al Direttivo Nazionale ed al Segretario Nazionale.

Le relazioni cosi presentate non avranno obbligo di espressione nel merito, sia da parte del Direttivo Nazionale delle Province, sia dal Segretario Nazionale.

La base viene organizzata dal Dirigente locale il quale ha la responsabilità del buon funzionamento e dei fini degli eventi promossi oltre al comportamento politico degli iscritti.

La base militante, attraverso il proprio coordinatore locale ha il diritto – dovere di trasmettere al coordinatore provinciale le proposte politiche da mettere  in atto sul proprio territorio. Qualora questi dovesse ritenere opportuno avere un parere più autorevole sulle proposte presentategli potrà rivolgersi al Direttivo Nazionale delle Province per ottenere l’accettazione, le modifiche o il diniego alla proposta presentata. In questo caso il coordinamento provinciale accetterà senza possibilità d’appello il parere emesso dalla gerarchia superiore.

I membri della base iscritti da meno di un anno mentre hanno diritto a votare le proposte locali, non hanno diritto a votare su quanto riguarda i cambiamenti statutari e/o il programma politico. Tale norma può non essere applicata in rarissimo casi e comunque sempre a discrezione dei soli Segretario Nazionale e Direttivo Nazionale delle Province.

Quando la base è chiamata dalle gerarchie superiori ad intervenire su questioni di carattere nazionale, il responsabile di sezione sarà il solo referente delle volontà della base la quale avrà il diritto di esprimersi attraverso il voto.

Ogni proposta presentata dalla base deve seguire il seguente processo:

1)      Una proposta nata in ambito locale viene relazionata dal Dirigente Locale al Coordinatore Provinciale e questi, qualora lo ritenesse opportuno, al Direttivo Nazionale delle Province.

2)      Il coordinatore provinciale o il Direttivo Nazionale delle Province, completa ed approva il pensiero della base locale.

3)      La proposta definitiva viene trasmessa ai coordinatori provinciali, (nel caso in cui la decisione sia stata passata al Direttivo Nazionale delle Province),   o da questi  ai coordinatori locali, i quali proporranno il voto di accettazione alla base militante affinché si esprima definitivamente il parere sulla proposta.

4)      Nel caso in cui la proposta promossa in ambito locale dovesse avere valore a livello nazionale e/o regionale – l’iter da seguire sarà lo stesso fatta eccezione per il Direttivo Nazionale delle Province il quale, a differenza di quanto poc’anzi detto, avrà il diritto di essere messo a conoscenza del progetto ed il dovere di esprimersi in merito. La decisione del Direttivo Nazionale sarà messa al voto da tutta la base militante a livello nazionale. I coordinatori locali saranno i referenti per i risultati ottenuti dalle votazioni per ogni singola sezione. Questi trasmetteranno il voto definitivo alla Segreteria Nazionale la quale, in base ai voti ottenuti, convaliderà le decisioni prese dalla base militante nazionale.

5)      Perché possano essere considerate valide le proposte presentate, sia per quanto riguarda ‘ambito locale, sia per l’ambito nazionale, esse dovranno ottenere il 50% più uno dei consensi da parte degli aventi diritto al voto. Tutta la base militante, a quel punto, avrà il dovere di attivarsi nel rispetto della volontà nazionale del movimento.

Il Dirigente Locale ha sempre il dovere di comunicare al  Coordinamento Provinciale, e questi al Direttivo Nazionale delle Province, ogni proposta pervenuta dalla base. Ciò anche nel caso in cui dette proposte non dovessero essere accettate dal coordinatore locale.

Qualora il parere sfavorevole del coordinatore locale dovesse incontrare l’approvazione del coordinatore provinciale, la proposta dovrà essere demandata d’ufficio al Direttivo Nazionale delle Province il quale deciderà sulla proposta oggetto di controversia.

In qualunque caso in cui il direttivo Nazionale delle Province dovesse  esprimersi con parere favorevole alle proposte presentate, il coordinatore locale avrà il dovere di attivarsi con la base militante mettendo in pratica il progetto così accettato. 

Nel caso in cui il coordinatore locale non dovesse comunicare al Direttivo Nazionale delle Province o al coordinatore provinciale le proposte della base militante, potrà incorrere in sanzioni disciplinari che verranno decise dalla Commissione di Accettazione e Disciplina  di volta in volta a secondo la gravità dei fatti.

 

 

Coordinatori locali

Sono eletti dalla base locale di appartenenza. Per ottenere legittimamente la carica i coordinatori devono ottenere il 50% più uno dei voti da parte degli aventi diritto.

La carica di coordinatore locale ha la durata di 2 anni. Alla fine del mandato il coordinatore locale relazionerà la sua attività politica alla base militante di appartenenza e al coordinamento provinciale.

Egli, nello stesso momento, potrà comunicare le proprie intenzioni su una possibile ricandidatura o sulle dimissioni dal coordinamento.

La base militante potrà presentare, in qualunque caso, altri candidati che abbiano conseguito almeno un anno di attività militante e che si siano contraddistinti per meriti documentabili e/o testimoniabili. In ogni caso i coordinatori neo candidati dovranno essere in grado di sopperire, attivamente ed economicamente, al fabbisogno delle sezioni aumentandone le capacità politiche e la presenza sul territorio.  Di conseguenza il neo candidato dovrà dimostrare, oltre ai meriti, anche una possibilità materiale in campo economico e di tempo da poter dedicare alla sezione per la quale viene a candidarsi.

La mancanza di uno solo dei requisiti richiesti sarà motivo di inaccettabilità delle nuove candidature, a meno che il coordinatore in carica non presenti le proprie dimissioni indipendentemente dall’elezione di un altro responsabile. In tal caso il coordinamento provinciale provvederà ad organizzare un congresso locale dove verrà eletto, dietro votazione della base, il nuovo coordinatore territoriale. Il nuovo coordinatore, solo in questo caso, non avrà l’obbligo di detenere le caratteristiche richieste prima elencate per quanto riguarda le proprie disponibilità economiche e di tempo.

Il coordinatore ha il dovere di avvisare la base militante del proprio territorio dell’assemblea che dovrà essere annunciata almeno un mese prima in maniera adeguata, ovvero con ogni mezzo che lasci una documentazione valida sull’avvenuta informazione trasmessa ai diretti interessati, ovvero ala base militante avente diritto al voto.

Nel caso in cui non ci fosse la possibilità di far nominare dalla base il coordinatore locale questo verrà nominato d’ufficio dalla Segretaria Nazionale e rimarrà in carica fino a quando la base militante territoriale non sarà in grado di provvedere autonomamente all’elezione del proprio coordinatore.

In fase di votazione del primo coordinatore locale la Segreteria Nazionale potrà decidere sull’accettazione o meno dei partecipanti alla candidatura di coordinatori locali.

Successivamente questi verranno eletti in base alle regole già specificate nel presente paragrafo.

I coordinatori locali hanno il compito di mantenere i rapporti ed i contatti tra la base militante e le gerarchie superiori, (Coordinatori provinciali); godono di autonomia a livello locale relativamente alle iniziative politiche, culturali e  sociali di cui devono sempre e comunque riferire ai superiori. Per qualsiasi questione elettorale, invece, doevono riferirsi alla commissione preposta.  Stessa cosa dicasi per la realizzazione di qualsivoglia creazione propagandistica, pubblicitaria,  o destinata al mondo dell’informazione.

Potranno presentare comunicati stampa aventi carattere di interesse locale e nazionale ai coordinatori provinciali i quali demanderanno la documentazione agli organi competenti in attesa di ricevere la dovuta autorizzazione alla divulgazione.

Il Coordinatore locale ha l’obbligo di informare i propri superiori, non solo per le iniziative accettate, ma anche per quelle proposte dalla base militante e non accettate dallo stesso coordinamento locale.

Qualora le iniziative locali dovessero essere bocciate dal coordinamento del luogo, ma dovessero essere ritenute valide dalla gerarchia preposta a ricevere le informative in merito, il coordinatore locale avrà il dovere di attuare ugualmente le iniziative da lui bocciate.

Inoltre egli ha il diritto – dovere di promuovere e presiedere ai dibattiti ed alle discussioni sugli argomenti di interesse locale e nazionale proposti dalla base relazionando al coordinatore provinciale lo svolgimento della riunione.

I coordinatori locali possono partecipare esclusivamente alle elezioni comunali o circoscrizionali. Nel caso in cui una determinata località dovesse avere più di un coordinatore, la scelta del candidato da proporre come capolista verrà decisa dalla base militante attraverso l’espressione del voto.

La scelta del candidato decisa per votazione dalla base militante deve essere comunicata alla Commissione per le politiche Territoriali.

 

 

Coordinamento provinciale

I coordinatori provinciali vengono eletti dai coordinatori locali con la stessa metodologia delle elezioni per il coordinamento locale. La durata in carica è di 2 anni allo scadere dei quali il coordinamento provinciale relazionerà la sua attività politica al Direttivo Nazionale delle Province e al coordinamento locale. di appartenenza.

Il coordinamento provinciale ha il dovere di riferire al Direttivo Nazionale delle Province gli avvenimenti politici e sociali compiuti dai militanti presenti nei vari luoghi della provincia di appartenenza. Ha, inoltre, il dovere di comunicare al Direttivo Nazionale delle Province  ogni iniziativa promossa il loco.

Inoltre il coordinamento in questione organizza eventi a livello provinciale attraverso la partecipazione dei coordinamenti locali ai quali verranno comunicate per tempo le iniziative da intraprendere.

I coordinamenti provinciali dovranno effettuare una propaganda costante e continua nel territorio sotto la loro giurisdizione. Almeno una volta alla settimana dovranno essere diramati comunicati stampa a nome del movimento con i quali si esprimeranno idee, progetti e punti di vista sulle questioni politiche e sociali esistenti nel territorio di competenza. Per questa operazione i coordinatori provinciali potranno chiedere la collaborazione dei coordinatori locali. I comunicati stampa, prima di essere mandati alle redazioni dei giornali o alle radio ed alle tv, dovranno avere il consenso Commissione Stampa e Propaganda. L’autorizzazione alla divulgazione dei comunicati stampa è una condizione necessaria al fine di non divulgare diverse opinioni sugli stessi temi. La mancata richiesta dell’autorizzazione comporterà il deferimento del coordinatore alla Commissione di Accettazione e Disciplina. Possono essere programmati avvenimenti di interesse più ampio, che coinvolgano altre province adiacenti. Nel caso in cui tali province dovessero accettare di partecipare agli eventi proposti, queste provvederanno a comunicare ai propri coordinatori locali i lavori da attuare per la buona riuscita degli eventi.

I coordinamento provinciali possono partecipare alle elezioni comunali o circoscrizionali qualora non esistano coordinatori locali nelle luoghi in cui si svolgono le elezioni. Mentre hanno la possibilità di presentarsi alle elezioni provinciali dandone comunicato alla Direttivo Nazionale delle Province.

 

 

Direttivo Nazionale delle Province (D.N.P.)

E’ composto da un coordinatore provinciale per ogni regione. Esso viene eletto a maggioranza dai coordinatori provinciali facenti capo alle singole regioni. Il Direttivo Nazionale delle province, D.N.P.) ha le seguenti funzioni:

1)      Elegge i membri delle Commissioni che compongono il movimento.

2)      Attraverso un rappresentante eletto tra i membri del Direttivo Nazionale delle Province interloquisce direttamente con il Segretario Nazionale ed interagisce con la segreteria e insieme ai membri delle commissioni preposte per tutti i programmi politici e sociali a livello nazionale.

3)      I membri del Direttivo Nazionale delle Province durano in carica 3 anni. Dopo tale data riferiscono alla Segreteria Nazionale ed ai coordinatori provinciali di tutte le province il lavoro svolto, gli obiettivi raggiunti e i progetti futuri.

4)      I membri del Direttivo Nazionale delle Province, allo scadere dei 3 anni, potranno presentare la richiesta per una nuova candidatura. Stessa cosa potranno fare i coordinatori provinciali non facenti parte del Direttivo. Per questo ultimo caso i proponenti dovranno presentare un curriculum alla Segreteria Nazionale composto da una documentazione sui lavori eseguiti singolarmente o in collaborazione con altri coordinatori provinciali,  svolti almeno nei tre anni antecedenti alla richiesta della candidatura. Inoltre i candidati dovranno garantire la disponibilità economica e di tempo pari, (se non superiore), a quella di colui che occupa il posto nel Direttivo Nazionale delle Province, ovvero, il neo candidato dovrà essere in grado di sostenere la carica senza diminuire la forza economica e la disponibilità di tempo di colui o coloro dei quali si intende prendere il posto. Inoltre, i candidati dovranno presentare, sempre alla Segreteria Nazionale, una documentazione che faccia conoscere i progetti politici e sociali che si intendono perseguire nei prossimi 3 anni ed i motivi per i quali si vuol sostituire il coordinatore locale facente parte del Direttivo. La documentazione spedita dai neo candidati verrà resa pubblica solo durante lo svolgimento dell’assise che dovrà portare alla conferma delle candidature. Prima di tale data si potranno conoscere solo i nomi dei candidati ma non le motivazioni per le quali questi si sono proposti. Le nomine verranno designate al Congresso Nazionale.

5)      I coordinatori provinciali che vengono eletti nel Direttivo Nazionale delle Province non potranno detenere altre cariche al di fuori di quella per la quale sono stati eletti. Dovranno, quindi, dimettersi dalla carica di coordinatore provinciale ed eleggere un nuovo responsabile attraverso l’indizione di un congresso composto dai coordinatori locali. A loro volta, questi, dovranno convocare la base di competenza affinché elegga un nuovo coordinatore locale che, a sua volta, si dimetterà qualora venisse votato al posto del provinciale uscente.

6)      I neo candidati potranno presentarsi alle elezioni per divenire membri del Direttivo Nazionale delle Province relativamente alla propria regione di appartenenza, ovvero i coordinatori delle province delle Marche, potranno presentare domanda di candidatura per  sostituire il coordinatore della provincia marchigiana già eletto a suo tempo. Non potranno essere candidati i provinciali di una regione per sostituire i membri del Direttivo Nazionale delle Province appartenenti a regioni diverse da quella dei candidati.

7)      Il D.N.P. garantisce la realizzazione ed  interviene nel perfezionamento delle proposte sancite dalla base.

8)      Ha facoltà di promuovere e proporre direttive politiche e culturali a livello locale e nazionale. Detta inoltre le regole di etica, politica e morale dei coordinatori  provinciali e locali.

9)      Il Direttivo Nazionale delle Province, può accettare, modificare e/o annullare le proposte pervenute dalle basi locali alle quali relazionerà  i motivi della decisione. Stessa relazione verrà spedita anche alla Segreteria Nazionale. Le decisioni così prese dal Direttivo Nazionale dovranno essere accettate dalla base committente.

10)  Le proposte promosse dalle sezioni locali di cui, però, viene riscontrato un interesse a livello nazionale vengono sottoposte al Direttivo Nazionale il quale, una volta approvate e programmate, le sottoporrà a sua volta ai coordinatori provinciali e questi ai coordinatori locali delle altre zone territoriali. A  loro volta, questi ultimi, provvederanno ad informare la propria base del progetto politico da attuare.

11)  Il  Direttivo Nazionale delle Province ha l’obbligo di prendere in considerazione ogni proposta che arriva dalla base, (attraverso comunicazione degli organi gregari preposti), e possiede il diritto di veto qualora ritenga dannosa o non ammissibile la proposta presentata. Perchè il veto sia valido è necessario il parere in tal senso di almeno due terzi del direttivo avente diritto al voto.

12)  Qualora un membro del direttivo Nazionale delle Province dovesse avere dubbi o perplessità circa la corretta espressione del suo voto, (cosa che deve sempre esprimere la volontà della base militante), egli ha il diritto – dovere di interpellare i coordinatori provinciali e territoriali al fine di richiedere l’esatto parere della base militante del territorio di competenza.

13)  Tutti i coordinatori provinciali facenti parte del Direttivo devono rappresentare l’espressione della volontà della base. Essa  viene espressa attraverso il voto dei militanti. Tale voto viene poi portato a conoscenza del coordinatore provinciale facente parte del Direttivo Nazionale delle Province attraverso l’iter gerarchico. Quindi, quando il D.N.P. è chiamato a votare per una determinata questione sottoposta dalla Segreteria Nazionale o da qualsiasi altra carica avente tale diritto, dovrà, sempre e comunque, votare esprimendo il parere e le volontà della base militante. La mancata osservazione di questo punto da parte dei singolo coordinatori locali che compongono il D.N.P. potrà essere motivo di deferimento alla Commissione di Accettazione e Disciplina.

14)  I membri del Direttivo Nazionale vengono provvisoriamente nominati dal Segretario Nazionale. Le elezioni dei primi coordinatori provinciali  avverrà attraverso il voto dei coordinatori provinciali eletti dai coordinamenti locali.

15)  Le votazioni ed i pareri richiesti come meglio specificato nei paragrafi precedenti,  possono essere espresse anche attraverso l’uso di e-mail, fax e apposite pagine internet predisposte al voto. Non possono essere accettati voti verbali o non documentabili.

16)  Le riunioni indette dal Direttivo Nazionale avverranno presso la sede nazionale del Movimento sito in Piazza Chiaradia 9 – Milano. Diversamente, e qualora sia ritenuto possibile sia dal D.N.P, sia dalla Segreteria Nazionale, le riunioni potranno essere svolte anche via internet attraverso le pagine che dovranno essere predisposte dallo stesso Direttivo, (in caso di necessità le suddette pagine potranno essere richieste alla Segreteria Nazionale), sia in altra località che dovrà essere comunicata per tempo a tutti gli aventi diritto al voto.

17)  Le proposte ordinarie giunte al D.N.P., ovvero quelle che non hanno una particolare scadenza o urgenza,qualora non necessitino di particolari approfondimenti, come meglio specificato al paragrafo 11), dovranno essere evase entro 10 giorni dal ricevimento delle proposte. Nel caso in cui occorresse avvalersi del paragrafo 11, il D.N.P. ha facoltà di esprimere il proprio consenso o diniego entro e non oltre 20 giorni dalla data di presentazione delle proposte.

18)   Le proposte straordinarie, ovvero quelle che hanno una scadenza o urgenza, dovranno ottenere la delibera dal D.N.P. entro e non oltre la data che i presentatori faranno presente nel documento da inviare al Direttivo. In ogni caso il tempo minimo per ottenere la dovuta risposta da parte del D.N.P. non potrà essere inferiore a giorni 10. Dopo tale termine, qualora il D.N.P. non avesse ancora provveduto a dare risposta, gli interessati potranno presentare la stessa documentazione alla Segreteria Nazionale la quale dovrà rispondere entro e non oltre le 48 ore successive alla presentazione delle richieste.

19)   Nel caso in cui dovesse avverarsi la parte ultima descritta al paragrafo precedente, il Direttivo Nazionale delle Province, le varie Commissioni, i coordinamenti provinciali e locali non potranno avvalersi del diritto di censura o di critica sulle decisioni prese dalla Segreteria Nazionale.

 

 

Commissione di accettazione e disciplina

Detta commissione è composta da tre membri del Movimento.

Uno di questi viene eletto tra i coordinatori provinciali non facenti parte del Direttivo Nazionale delle Province. Gli altri coordinatori provinciali non eletti e non facenti già parte del D.N.P. eleggeranno, attraverso il voto, un coordinatore locale. Infine, il terzo membro verrà eletto tra i militanti della base con sorteggio che si terrà alla presenza del Segretario Nazionale e di almeno tre membri del Direttivo Nazionale delle Province.

La Commissione di Accettazione e Disciplina dura in carica 3 anni. Essa è preposta a disciplinare la vita del movimento accertando le mancanze,(sia se denunciate da terzi, sia se scoperte direttamente dalla Commissione), e/o i comportamenti negativi e non consoni al movimento da parte di tutti i militanti, di qualsiasi carica e grado.

Detta Commissione prenderà in considerazione le domande di accertamento provenienti da qualsiasi carica presente all’interno del movimento. Le richieste pervenute alla Commissione dovranno avere le seguenti caratteristiche:

-         La base militante potrà presentare richiesta di sanzioni nei confronti del coordinatore locale solo se tale documento verrà sottoscritto dal 50% più uno degli iscritti facenti capo al coordinamento in questione.

-         Stessa proporzione è da considerarsi per i coordinatori locali nei confronti dei coordinatori provinciali, e per questi ultimi nei confronti dei membri del Direttivo Nazionale delle Province.

-         I coordinatori locali, così come i coordinatori provinciali, potranno presentare le richiesta di accertamento solo per i responsabili appartenenti al proprio territorio, ovvero i coordinatori locali di una determinata città non potranno presentare alcuna richiesta di accertamento alla Commissione preposta nei confronti del coordinatore provinciale a cui non fanno capo. Stessa cosa dicasi per i coordinatori provinciali i quali non potranno richiedere sanzioni nei confronti di altri coordinatori di pari livello ma di regione diversa.

-         I membri del Direttivo Nazionale delle Province, potranno presentare domanda di accertamento nei confronti di uno o più membri del Direttivo stesso solo se il documento verrà sottoscritto dal 50% più uno dei membri. In tale percentuale non rientrano colui o coloro per i quali si è richiesto l’accertamento da parte della Commissione.

-         Tutte le commissioni presenti all’interno del movimento potranno essere sottoposte a giudizio solo se il Direttivo Nazionale delle Province al completo ne avrà fatto richiesta. Ad essi dovranno essere aggiunte le sottoscrizioni del 50% più uno degli altri coordinatori provinciali non facenti parte del Direttivo Nazionale.

-         La segreteria Nazionale potrà essere sottoposta a giudizio da parte della Commissione di Accettazione e Disciplina solo se la richiesta sarà sottoscritta dal Direttivo Nazionale delle Province al completo, dal 50% più uno dei coordinatori provinciali, dal 50% più uno dei coordinatori locali e da almeno un membro di tutte le Commissioni presenti all’interno del Movimento, con esclusione della Commissione di Accettazione e Disciplina.

-         Le sottoscrizioni potranno essere effettuate solo dai membri di qualsiasi carica e grado, così come meglio specificato nei paragrafi precedenti, che abbiano ottenuto diritto al voto relativamente ai propri incarichi.

Nel caso in cui il verdetto della Commissione di Accettazione e Disciplina non dovesse essere accettata da parte dei ricorrenti e/o da parte di colui o coloro che sono stati sottoposti a giudizio, potrà essere presentata domanda di appello alla Segreteria Nazionale la quale provvederà a istituire una Commissione Straordinaria. Tale Commissione, dopo aver sentito i pareri del membro deferito  e della Commissione di Accettazione e Disciplina  sancirà il verdetto definitivo ed inappellabile sulla questione.

Per quanto riguarda, invece, le richieste di intervento della Commissione pervenute dalle gerarchie superiori verso quelle inferiori le caratteristiche di accettazione dei documenti relativi alle richieste di sanzione saranno le seguenti:

-         la Segreteria Nazionale potrà sanzionare direttamente i militanti e i coordinatori locali qualora giungano notizie comprovate di compiute azioni illecite, ovvero non conformi alla linea politica e sociale sancite, e/o compiute azioni immorali e illegali.

-         Nei confronti dei membri del Direttivo Nazionale delle Province e dei coordinatori provinciali non facenti parte del D.N.P. la Segreteria Nazionale dovrà presentare alla Commissione di Accettazione e Disciplina la richiesta di accertamento. Tale documento potrà essere sottofirmato anche dai membri di ogni ordine e grado superiori o di pari livello ai membri sottoposti agli accertamenti.

-         Le Commissioni presenti all’interno del movimento, fatta eccezione per la stessa Commissione di Accettazione e Disciplina, potranno presentare singolarmente o insieme ad altri membri di ordine e grado superiori o di pari livello le  eventuali richieste di accertamento.

-         Le stesse regole fin qui sancite saranno valide anche  per i membri del D.N.P, per i coordinatori provinciali e per i coordinatori locali.

In nessuno caso le richieste promosse dalle gerarchie superiori verso quelle inferiori  potranno avvalersi delle sottoscrizioni dei militanti di grado inferiore a coloro per i quali è stata fatta richiesta di accertamento.

I verdetti espressi potranno ottenere diritto di appello. In tal caso la Segreteria Nazionale provvederà ad istituire una Commissione Straordinaria alla quale verrà data il compito di sancire il verdetto definitivo ed inappellabile sulla questione.

La stessa Commissione di Accettazione e Disciplina, o i membri  presi singolarmente che fanno parte di detta Commissione, potrà essere soggetta alle richieste di accertamento qualora il documento venga sottoscritto da almeno tre Commissioni al completo con l’approvazione della Segreteria Nazionale. Anche in tal caso verrà formata una Commissione Straordinaria che esprimerà il verdetto inappellabile sulla questione insorta.

 

 

 

Commissione stampa e propaganda

La commissione di stampa e propaganda ha il compito di creare e organizzare le varie campagne propagandistiche di particolare interesse al movimento. Pertanto tale commissione sarà preposta alla creazione del materiale propagandistico (volantini,manifesti, brochure, adesivi, bandiere, magliette e accessori vari), e dovrà occuparsi dei comunicati stampa a livello nazionale con cadenza almeno settimanale. Si esprime sulle proposte propagandistiche presentate dai coordinamenti provinciali, - i quali avranno ricevuto già parere positivo dai Coordinatori Locali - accettando, modificando o vietando le proposte. Il vaglio di tute le proposte presentate alla Commissione saranno visionate insieme alla Segreteria Nazionale.

I membri della Commissione durano in carica 3 anni.

La Commissione è in diretto contatto con la Commissione Finanziaria con la quale verranno giudicate  le proposte provenienti dai coordinamenti locali e provinciali e i programmi propagandistici da effettuare in campo nazionale e/o sotto periodo elettorale.

A tale commissione potranno riferirsi direttamente anche altre Commissioni qui non espressamente citate purché esse si riferiscano a progetti di propaganda sociale e politica e purché non siano parto di un singolo individuo In tal caso ogni proposta pervenuta alla Commissione giudicante non verrà presa in considerazione.

Perché la Commissione Stampa e Propaganda possa prendere in considerazione eventuali proposte propagandistiche, queste dovranno essere sottoscritte dalle seguenti categorie di iscritti:

-         da almeno tre membri facenti capo alle diverse Commissioni esistenti

-         da una Commissione al completo

-         da alcuni membri di una o più Commissioni insieme ad alcuni membri del D.N.P

-         da almeno 5 membri del D.N.P.

La commissione è composta da 3 membri provenienti dai coordinamenti provinciali. Costoro non potranno avere altre cariche all’interno del movimento.

La loro elezione porterà, quindi, alle dimissioni dalle cariche tenute in quel momento previo congresso locale durante il quale verranno eletti i sostituti. La commissione così composta rimane in carica per 3 anni. Allo scadere del mandato elaborerà un documento contenente le eventuali iniziative svolte durante il triennio e l’operato per il quale è stata chiamata in causa nel corso del suo mandato.

I tre membri potranno chiedere la rielezione alle loro cariche, mentre gli altri coordinatori provinciali potranno candidarsi solo se avranno compiuto almeno 2 anni di attività politica in seno al movimento.

I neo candidati dovranno dichiarare i loro programmi politici relativi alla commissione in questione e dovranno relazionare i motivi per i quali intendono escludere dalla commissione i membri che intendono presentare la loro ricandidatura.

I neo candidati inoltre dovranno disporre di tempi e mezzi almeno uguali, se non maggiori, a quelli offerti dagli attuali membri della Commissione.

La documentazione sopra citata e presentata dai neo candidati non verrà resa pubblica se non durante il Congresso Nazionale, mentre potranno conoscersi a priori  i nomi dei neo candidati.

 

 

Commissione Programma Politico

La Commissione per il Programma Politico si propone di aggiornare i vari punti facenti parte di detto programma al fine di rendere sempre attuale l’intero impegno politico del movimento.

In base alle vicissitudini politiche italiane e straniere, e qualora ci fossero delle innovazioni da dover eseguire, la Commissione per il Programma Politico si riunirà ordinariamente una volta ogni 3 mesi. Nel caso in cui dovesse esserci una urgenza nell’effettuazione delle modifiche essa potrà riunirsi in via straordinaria comunicando alla Segreteria Nazionale tali intenzioni e chiedendo a quest’ultima di comunicare agli aventi diritto l’indizione della riunione. Le modalità dell’indizione valgono anche per le convocazioni ordinarie.

La commissione per il Programma Politico è composto dal Segretario Nazionale che ne detiene il posto di diritto, e da 5 membri del movimento facenti capo rispettivamente a: un membro della Commissione Stampa e Propaganda; un membro della Commissione per le Politiche Territoriali; un membro della Commissione per i Rapporti Istituzionali; un membro della Commissione Finanziaria; un membro del Direttivo Nazionale delle Province.

I 5 membri vengono eletti dal Direttivo Nazionale delle Province dai coordinamenti provinciali e locali in sede congressuale.

La carica dei 5 membri eletti ha la durata di 3 anni.

I candidati dovranno risultare iscritti da almeno tre anni e dovranno documentare almeno due anni di militanza attiva nelle fila del Nuovo Ordine Nazionale.

Per gli aspiranti membri saranno motivo di  maggior merito i progetti e i programmi presentati  nei due anni di militanza attiva alle varie Commissioni, riguardanti temi socio-politici locali e/o nazionali

Il Comitato per il Programma Politico potrà proporre modifiche, cancellazioni e/o inserimenti dei punti che compongono il programma politico. Questi, poi, verranno votati dall’intero Direttivo Nazionale delle Province il quale potrà consigliare ulteriori modifiche, inserimenti e/o cancellazioni ai punti programmatici proposti dalla Commissione. Quanto risulterà emergere dal voto espresso dal D.N.P. verrà poi messo al vaglio dei Coordinatori Provinciali e locali.

Costoro avranno diritto di voto sui singoli punti programmatici. Tale voto sarà considerata espressione della base militante e, per questo, le decisioni da essa presa, non potrà subire alcuna modifica o censura dagli organi superiori se non nei casi dove palesemente si manifestino danni o pericoli per il movimento e per gli ideale che esso rappresenta.

Nell’ultimo caso appena citato le votazioni provenienti dai coordinamenti provinciali e/o locali potranno essere censurate dal D.N.P, o dallo stesso Comitato per i Programmi Politici, oppure dalla Segreteria Nazionale.  

Le votazioni espresse dalla base militante dovranno rispettare le seguenti regolate:

-         Il programma politico dovrà essere votato punto per punto.

-         Il programma politico verrà votato in fase di Congresso Nazionale o Congresso Straordinario.

-         Il documento verrà recapitato da parte della Commissione preposta agli organi competenti, ovvero al Direttivo Nazionale delle Province e da questi ai Coordinatori Provinciali e Locali, almeno 60 giorni prima dell’indizione del congresso in modo da poter dare a tutti il tempo necessario per esprimere il proprio voto. In quello stesso periodo di tempo i coordinatori provinciali potranno indicare altri punti ritenuti importanti e degni di essere inseriti nel programma.

-         Le documentazioni che conterranno i voti ottenuti dai coordinamenti provinciali e locali, le eventuali modifiche e/o inserimenti dei punti programmatici inseriti ex novo, verranno trasmesse direttamente al Direttivo Nazionale delle Province e da questi alla Commissione del Programma Politico ed alla Segreteria Nazionale. Il compiuto di raccogliere e spedire al D.N.P. la documentazione creatasi dalle votazioni della base  sarà di competenza dei coordinatori provinciali. 

-         Eventuali modifiche al programma, effettuate dai coordinatori provinciali e locali, verranno vagliate dal D.N.P. il quale provvederà a raggruppare le varie modifiche ricevute tenendo in considerazione quelle maggiormente richieste dai coordinatori ed escludendo le altre che, per numero, risulteranno essere irrisorie.

-         I punti programmatici così come le eventuali modifiche apportate e i punti inseriti ex novo, saranno ritenuti accettati al Congresso nazionale solo se avranno ottenuto il 50% più uno dei voti da parte degli aventi diritto o da parte di coloro che, in seconda convocazione, saranno presenti all’assise.

-         I punti programmatici per i quali potranno esistere delle valutazioni diverse, e tali da non consentire di ottenere già un verdetto prima del Congresso, verranno discusse in loco e lì modificate, accettate e/o cancellate.

-         Nel caso in cui le votazioni dovessero dare una parità di voti, verrà concessa la possibilità di discutere, sempre in sede congressuale, il punto in questione per poi passare a nuova votazione. Se anche in questo seconda fase il punto programmatico avrà ottenuto voto paritetico, la Commissione preposta e il Segretario Nazionale decideranno direttamente sulla questione. La decisione presa da questi due ultimi organi sarà inappellabile.

-         In fase congressuale potranno essere discussi, da parte degli aventi diritto al voto, i punti proposti nella documentazione spedita al D.N.P.  Fatto questo si passerà alla votazione.

 

 

Commissione Politiche Territoriali

La Commissione per le Politiche Territoriali si occupa dello studio dei dati elettorali, dei sondaggi ad essi relativi e dell’organizzazione per le elezioni di ogni tipo.

E’ composta da un membro della Commissione Stampa e Propaganda, da un membro della Commissione per il Programma Politico, da un membro della Commissione per i Rapporti Istituzionali, da un membro per la Commissione Finanziaria e da tre membri del Direttivo Nazionale delle Province. Detta Commissione così composta è presieduta dal Segretario Nazionale.

Ad esclusione del Segretario Nazionale, che fa parte di diritto alla Commissione, gli altri membri vengono eletti in sede di Congresso Nazionale e durano in carica 3 anni.

Perché la candidatura sia ammissibile i membri che presenteranno domanda di ammissione alla Commissione dovranno avere al loro attivo almeno un anno di presenza attiva all’interno delle commissione delle quali fanno parte.

I membri del D.N.P.  che si candideranno dovranno, invece, avere al loro attivo almeno due anni di attività all’interno del Direttivo.

I tre membri del D.N.P., oltre ad avere diritto di voto, sono i portavoce dei coordinamenti provinciali e locali. In base alle informazioni pervenute dai coordinamenti i membri del D.N.P. segnalano alla Commissione delle Politiche Territoriali l’indizione delle elezioni comunali, provinciali e regionali. Inoltre informano la suddetta Commissione sulla possibilità o meno della partecipazione del movimento alle elezioni indette.

I tre membri del D.N.P., inoltre, rappresentano, in seno alla Commissione per le Politiche Territoriali, rispettivamente il Nord, il Centro ed il Sud dell’Italia. Ad essi quindi verranno mandati i documenti compilati dai coordinamenti provinciali e locali suddivisi per territorio di appartenenza.

La Segreteria Nazionale, insieme agli altri membri, ha diritto di voto sulle decisioni da intraprendere. In caso di decisioni non raggiunte con il voto, (voti paritetici, assenza dei votanti, impossibilità di trovare accordi tra i membri), la Segreteria Nazionale si esprimerà nel merito decidendo in maniera inappellabile sulle questioni lasciate irrisolte.  

La Commissione, attraverso i voti dei suoi membri, decide la partecipazione del movimento alle varie elezioni. Essa, pertanto, è chiamata a votare per decidere dove e se essere presenti ad una terminata campagna elettorale. Dopo aver individuato e circoscritto i territori dove operare, lavora direttamente con i coordinamenti prescelti per lo studio dei dati elettorali e sulle possibili opzioni da prendere in considerazione per impostare le campagne elettorali locali. La Commissione, nel suo insieme, deve fornire ai coordinamenti provinciali e locali il migliore e più completo supporto logistico ed informativo.

 

 

Commissione finanziaria 

È preposta alla contabilità del movimento e gestisce le casse del movimento. E’ composta da un membro per ogni commissione, da un membro del D.N.P.  e dalla supervisione di un coordinatore provinciale e da un coordinatore locale.

Essa è anche incaricata di studiare l’entità delle spese e la destinazione ottimale dei fondi a seconda delle priorità e/o dell’importanza delle varie richieste pervenute dalle Commissioni Permanenti.

In base alle risultanze contabili la Commissione elabora un preventivo dove vengono indicate le somme che annualmente vengono messe a disposizione per ogni coordinamento provinciale.

Il totale della somma destinata ai coordinatori provinciali non potrà superare il 50% dell’intera somma presente nelle casse del movimento.

Il 50% rimanente sarà messo a disposizione dei progetti presentati dai vari organi ed  approvati nei modi previsti.

Le proposte votate e mandate alla Commissione Finanziaria devono essere spedite alla Segreteria Nazionale per la firma di accettazione.

La Segreteria Nazionale ha, in ogni caso, diritto di intervento sulle somme da erogare, sia ai coordinamenti provinciali, sia agli altri organi che hanno votato i vari progetti.

La Commissione Finanziaria non decide, né vota sulle varie proposte promosse dalle varie commissioni, dal D.N.P. e/o dalla Segreteria Nazionale ma esprime il proprio parere economico-finanziario sul progetto in fase di votazione.

La Commissione redige semestralmente un bilancio da presentare alla Segreteria Nazionale e al Direttivo Nazionale delle Province. Quest’ultima  trasmette una copia del bilancio alle varie Commissione che ne avranno fatto esplicita richiesta.

La Segreteria Nazionale, qualora lo ritenga necessario, potrà chiedere alla Commissione Finanziaria più bilanci straordinari nel corso dell’anno.

I componenti della Commissione, per essere eletti, dovranno avere almeno tre anni di militanza attiva all’interno di una qualsiasi commissione e 4 anni di militanza all’interno del D.N.P.

I coordinatori provinciali e locali con ruolo di supervisori vengono eletti dalla base militante. Essi non hanno diritto di voto ma, in caso di disapprovazione su quanto viene stabilito in Commissione Finanziaria o in caso di irregolarità sulle modalità di accettazioni e/o finanziamento possono intervenire presso i membri che ne compongono la commissione al fine di chiedere il corretto svolgimento dei lavori. In caso di mancata accoglienza delle richieste essi possono rivolgersi direttamente alla Segreteria Nazionale facendo presente le situazioni e chiedendo l’intervento di questa e della Commissione di Accettazione e Disciplina sulla situazione che si  è verificata.

I membri della Commissione Finanziaria, una volta eletti rimangono in carica per 6 anni. Potranno essere richieste elezioni anticipate nel caso in cui uno o più membri dovessero presentare le loro dimissioni o qualora la Commissione di Accettazione e Disciplina dovesse accertare anomalie di vario genere compiute da uno i più membri.

Nel caso di deferimento alla Commissione di Accettazione e Disciplina il membro della Commissione Finanziaria deferito verrà immediatamente sospeso dal suo incarico. Indipendentemente dal numero dei membri deferiti il loro posto verrà preso temporaneamente dal Segretario Nazionale il quale acquisirà potere decisionale inappellabile sull’intera Commissione.

Stessa soluzione viene applicata nel caso di dimissione dei membri fino ad elezioni dei successori.

La Commissione Finanziaria è incaricata di incassare le quote del tesseramento, i finanziamenti provenienti dai militanti o da persone e società esterne al movimento, eventuali elargizioni donate alla nostra organizzazione politica. Viene aperto un conto corrente bancario o postale a nome del movimento con il quale può operare ogni genere di transazione bancaria che sia stata preventivamente accettata ed approvata dai membri della Commissione e dal Segretario Nazionale. IN mancanza di approvazione da parte di tutti i membri e del Segretario Nazionale non potranno effettuarsi alcun tipo di operazione bancaria, compresi prelievi e depositi.

La mancata osservazione di questo punto comporterà la sospensione permanente dei membri inadempienti.

 

 

Commissione Straordinaria di Controllo

La Commissione Straordinaria di Controllo è un organo del movimento che viene a crearsi quando esistono condizioni particolari. Essa può essere richiesta dagli organi che ne hanno diritto ed è composta dal Segretario Nazionale che ha facoltà di decidere il numero ed il grado degli altri membri che formeranno detta commissione. Essa non ha membri permanenti.

La Commissione Straordinaria di Controllo nasce per motivi eccezionali e cessa di esistere al termine del suo mandato, ovvero una volta definita la questione per la quale è stata chiamata ad esprimersi.

I militanti che vengono chiamati a fare parte della Commissione Straordinaria di Controllo acquisiscono un merito particolare che potrà essere fatto presente al momento di una candidatura presso qualsiasi commissione.

Le decisioni prese dalla Commissione Straordinaria di Controllo è inappellabile.

Il Segretario Nazionale, all’interno di detta commissione, svolge le funzioni di giudice, mentre i membri che ne compongono la struttura svolgono:

-         funzione di accusa e difesa, nei casi in cui si debba decidere sull’operato dei militanti o sulla loro condotta;

-         funzione di parte e controparte sulle questioni poste in discussione e non suffragate dal voto

Infine, per tutti i casi sottoposti alla Commissione Straordinaria di Controllo, devono essere sempre presenti i membri che rappresentino le posizioni dei vari contendenti.

Coloro che vengono chiamati a far parte di detta Commissione non possono esimersi dall’accettare tale incarico. L’eventuale rifiuto comporterà una nota di demerito che andrà a riflettersi sulla carica tenuta o su quelle per le quali si presenteranno domandi di candidatura.

 

 

Il Segretario Nazionale

Tutte le attività intraprese dai vari organi componenti il movimento  dovranno essere relazionate alla Segreteria Nazionale.

La Segreteria Nazionale, qualora lo ritenesse opportuno, può promuovere un coordinamento preposto alla verifica sulle votazioni effettuate dai coordinamenti locali, provinciali, dal Direttivo Nazionale e dalle varie commissioni.

Tale organo può essere richiesto sia direttamente dal Segretario Nazionale, sia da qualsiasi altro organo sottostante.

Nel primo caso la Segreteria può agire autonomamente senza alcun preavviso. Nel secondo caso gli organi del movimento dovranno far pervenire alla Segreteria Nazionale la richiesta di accertamento, attraverso la commissione preposta. firmata dal o dagli organo/i competente/i che abbia/no riscontrato anomalie durante la fase di informazione e votazione delle proposte.

Il Segretario Nazionale è il portavoce del movimento e si fa carico di tutti gli oneri di carattere civile, sociale e politico legati alla vita del movimento.

L’attuale Segretario Nazionale acquisisce tale nomina di diritto essendo, non solo l’esponente massimo del movimento ma anche il fondatore.

Rimane in carica 5 anni al termine dei quali redigerà un documento che verrà letto in fase congressuale con cui relazionerà pubblicamente i convenuti sulle iniziative intraprese, sulle tappe raggiunte e sugli obiettivi per i quali i lavori sono ancora aperti.

In fase di Congresso Nazionale potranno essere presentate le candidature di altri membri che si riterranno idonei per tale carica.

Essi dovranno avere:

-         almeno 6 anni di attività militante ed essere stati iscritti al movimento senza interruzioni di tempo;

-         dovranno dimostrare di avere a disposizione maggior  tempo e maggiori risorse economiche della Segreteria in carica;

-         dovranno documentare il loro operato politico passato, i motivi per i quali è stata presentata la propria candidatura, i motivi per i quali si ritiene necessaria la sostituzione dell’attuale Segretario Nazionale e gli obiettivi futuri prefissi, differenti da quelli esposti dal segretario in carica;

-         dovranno essere in grado di rilevare la Segreteria, ovvero dovranno dimostrare una capacità non solo politica ma anche economica, riconoscendo le spese sostenute dall’attuale Segreteria Nazionale in funzione degli anni di lavoro a favore della politica del movimento. Detto riconoscimento economico verrà quantificato dal Segretario Nazionale in fase di Congresso Nazionale qualora dovesse essere eletto un nuovo segretario. Le somme proposte non necessiteranno di prove documentali, (quali fatture, ricevute e scontrini fiscali) ma si baseranno sui lavori, tempi e denaro spesi per il movimento per i quali il Segretario Nazionale uscente  stabilirà una cifra forfetaria;

-         il Segretario Nazionale uscente potrà decidere indipendentemente se dimettersi dal movimento o se subentrare di diritto in una commissione di sua scelta, a meno che non si sia reso responsabile di operazioni politiche e sociali gravemente dannose per il movimento riconosciute tali da tutti i presenti al Congresso. IN tal caso il segretario nazionale uscente potrà essere ammesso ad altre cariche solo dietro votazione degli astanti i quali decideranno, oltre alla presenza dell’uscente segretario, anche la carica da attribuirgli;

-         il riconoscimento economico prima enunciato non sarà a carico del neo eletto segretario solo se esisteranno finanziamenti esterni, (finanziatori privati rendite derivanti da proprietà intestate al movimento, rimborsi elettorali, finanziamenti parlamentari e/o euro parlamentari, ecc…). In tal caso il riconoscimento economico sarà addebitato alle casse del movimento.

-         Nei Congressi Nazionali ordinari e straordinari il segretario avrà il compito di presiedere l’assise in qualità di presidente. A lui sarà data la facoltà di dare inizio ai lavori, di moderarli e di concluderli.

Il Segretario Nazionale ha tra i suoi compiti quello di:

1)      nominare un vice segretario al quale demandare alcuni compiti che, di volta in volta, verranno decisi dalla segreteria;

2)      essere il primo interlocutore per qualsivoglia gruppo, movimento, associazione o partito che voglia entrare a far parte del N.O.N. o che abbia intenzione di collaborare in maniera permanente e/o occasionale.

3)      votare nel Direttivo Nazionale delle Province di cui è membro permanente.

4)      essere portavoce del movimento nelle relazioni pubbliche.

5)      gestire i rapporti tra le Commissioni Permanenti ed il Direttivo di cui fa parte.

6)      prendere la parola per primo in ogni assemblea

7)      sceglie un segretario per la redazione degli ordini del giorno e la seguente verbalizzazione.

8)      designare un collaboratore che si occupi dell’archivio della Segreteria Nazionale

 

 

COMMISSIONE DI RICERCA SOCIO-POLITICA

La commissione si occupa di ricercare movimenti politici, o associazioni culturali, vicini all’ideale che persegue il Nuovo Ordine Nazionale  e con punti in comune al programma socio politico stilato dal movimento. La commissione ha lo scopo di proporre ogni forma di collaborazione possibile da intraprendere con tutti quei gruppi aventi la volontà di collaborare per un reciproco aiuto strategico.

Detta commissione è strutturata in tre membri nominati direttamente dal Segretario Nazionale oltre allo stesso segretario il quale presiede, organizza e dirige la suddetta commissione.

I membri incaricati della ricerca relazioneranno direttamente al Segretario Nazionale quanto apprenderanno dai movimenti e/o associazioni contattate. Il Segretario Nazionale, qualora dovesse avere rapporti diretti con altre strutture politiche e/o culturali, relazionerà, a sua volta, i membri della commissione.

La decisione sulle possibili collaborazioni verrà sancito dall’intera commissione ricercatrice attraverso la votazione a maggioranza effettuata dai 4 membri.

Il Direttivo Nazionale delle Province ha la facoltà di intervenire sulla votazione della commissione qualora, nonostante il responso del voto sancito dalla commissione, ritenesse inopportuno la presenza o il diniego stabilito.

In tal caso detto organo provvederà ad organizzare un assemblea alla quale dovranno partecipare gli esponenti del D.N.P. e i membri della commissione di ricerca socio – politica. In quell’assise si discuterà sull’argomento per poi raggiungere una decisione definitiva attraverso la votazione a cui potranno partecipare solo i membri del D.N.P.

Per dare luogo all’intervento straordinario del Direttivo Nazionale delle Province occorrerà che il 50% dei membri più uno degli aventi diritto al voto abbiano espresso parere sfavorevole alla votazione della Commissione preposta.

 

 

  1. Unificazione: le strutture flessibili e dinamiche.

 

La “Comunità Fascista”.

Il movimento gestito nei modi previsti dallo Statuto permette ai gruppi che intenderanno collaborare di integrarsi perfettamente con le strutture esistenti e permette altresì che vengano a formarsi, all’interno del movimento, correnti di pensiero arricchire progetti, strategie e punti programmatici.

E’ chiaro che il Nuovo Ordine Nazionale accetterà i punti di vista  delle organizzazioni collaboratrici solo se queste verranno espresse in modo leale e corretto. Critiche di principio o fini a se stesse non potranno essere né accolte, né tollerate. Il principio basilare che dovrà unire le diverse anime facenti capo al nostro credo dovrà essere quello del cameratismo e dell’unione. Proposte disfattiste o dirette ad un tornaconto personale oltre ad essere bocciate potranno essere causa di attriti di cui il movimento non intende farsi portavoce. Stessa cosa dicasi qualora le proposte dovessero portare beneficio al movimento proponente a grave discapito anche di uno solo degli altri movimenti presenti.

Alle nuove realtà che entreranno a far parte della “Comunità Fascista” si chiederà l’accettazione assoluta di alcune linee programmatiche, politiche e comportamentali che andremo a definire meglio in seguito.

Le accettazioni di alcune delle parti che andremo a proporre creerà un’assoluta unicità del movimento con le altre organizzazioni politiche e culturali facenti parte del progetto politico comune.

I membri dei gruppi che entreranno a far parte della comunità fascista successivamente all’entrata di altri gruppi non potranno avere nell’immediato diritto di voto. Per ottenerlo dovranno avere almeno 6 mesi di permanenza effettiva nel movimento e dimostrare, in questo arco di tempo, disciplina e rispetto per l’intera organizzazione attraverso l’accettazione di quanto verrà sancito dagli elementi presenti nel Nuovo Ordine Nazionale.  Potranno, di contro, partecipare a tutti i convegni, assemblee, riunioni che verranno indetti. Scaduto il termine dei sei mesi  le organizzazioni neo inserite potranno votare sui vari emendamenti tranne quelli relativi ai cambiamenti dello Statuto e quelli inerenti ai deferimenti alla commissione di accettazione e disciplina.  Perché possano partecipare anche le nuove organizzazioni entranti, esse dovranno militare almeno 18 mesi nel ambito della “comunità fascista” dimostrando di aver saputo dare validi contributi propositivi, capacità di accettazione del voto sulle proposte date dal gruppo, rispetto, serietà e disciplina e presenza attiva per le politiche programmate dal movimento. 

I gruppi politici e/o culturali che si aggregheranno alla “comunità fascista” potranno essere essenzialmente di 3 tipologie:

1)      Movimenti e/o gruppi politici e culturali a carattere locale e/o provinciale

2)      Partiti o gruppi sufficientemente grandi da avere diverse appendici sul tutto il territorio nazionale

3)      Gruppi non politicizzati che intendono collaborare all’interno della “comunità fascista”.

Per ognuno dei tre casi citati il movimento prevede le sottostanti modalità di inserimento:

1)      I gruppi politici e/o culturali, qualora esistano già altre realtà facenti parte della “Comunità Fascista”, andranno ad aggiungersi a queste rimanendo nell’ambito della loro territorialità. Con essi lavoreranno a stretto contatto su progetti e strategie locali scambiandosi informazioni e idee sulle iniziative da svolgere.

2)      Stesso discorso per i gruppi a carattere nazionale, con la differenza che alcuni membri dei movimenti e/o partiti, o delle associazioni culturali, potranno chiedere l’inserimento di un loro membro all’interno del D.N.P. La richiesta verrà sottoposta a giudizio del Direttivo Nazionale delle Province, della Commissione di Accettazione e Disciplina e della Segreteria Nazionale. Il voto sarà maggioritario e varrà per gruppo e non per il numero dei membri che si saranno espressi in merito. La somma del  numero dei nuovi membri che verrà proposta dalle varie organizzazioni neo inserite non potrà superare il 30% del numero dei membri già presenti nel D.N.P.

3)      I gruppi non politicizzati che intendono rimanere tali avranno gli stessi diritti e doveri delle organizzazioni politiche. Potranno quindi votare mozioni e proposte ma non potranno esprimersi sui cambiamenti dello Statuto e sulle situazione di pertinenza della Commissione di Accettazione e Disciplina

 

E’ bene precisare che, per quanto riguarda l’inserimento nella “Comunità fascista” delle nuove organizzazioni, verranno presi dei primi contatti, o  attraverso la Commissione di ricerca socio – politica, oppure con il Segretario Nazionale. Le due istituzioni preposte dovranno creare, insieme alle organizzazioni interessate, i presupposti per la reciproca collaborazione.

 

 

 

4.      Le fondamenta del Partito: le premesse ideali e politiche

L’insieme delle regole fin qui esposte servono ad integrare e/o completare lo Statuto già esistente. Dette regole, se dovessero esserci validi motivi, potranno essere riviste e corrette al fine di ottenere una maggiore duttilità e comprensione tra le parti.

Qui di seguito vengono espresse alcune regole di carattere generale che tutti, compreso il Nuovo Ordine Nazionale, dovranno condividere:

1) Possono essere iscritti al movimento tutti i cittadini di  qualsiasi razza e religione e nazionalità di età non inferiore ai 14 anni.

2) L’iscrizione al movimento è incompatibile per tutti coloro che risultano essere stati coinvolti in atti illeciti e/o illegali che hanno pregiudicato gravemente la loro condotta penale e/o morale. Sono esclusi dall’incompatibilità color che hanno subito azioni legali per “reati di opinione”.

3) L’adesione di ogni gruppo, associazione, movimento o partito comporta la condivisione senza riserve dei punti di primaria importanza, quali:

a) Libertà di pensiero, libertà di culto, libertà di stampa, libertà di espressione.

b) Sacralità della sovranità nazionale.

c) Unità della Nazione: l’Italia è una ed indivisibile.

d) Ritorno ad uno stato etico composto da persone che contribuiscano eticamente alla crescita della nazione e che abbiano come primo obiettivo non l’arricchimento personale ma la salvaguardia e lo sviluppo della nazione e del popolo italiano.

e) Volontà di programmare e dare vita ad una seria politica di riforme istituzionali.

f) Riconoscimento dell’importanza sociale di tutte le classi e annullamento della lotta tra queste per privilegiarne la collaborazione.

g) In funzione di quanto espresso al punto f) deve essere portato avanti, nelle fabbriche e nelle aziende, il principio della socializzazione.

h) I cittadini italiani devono godere tutti degli stessi diritti e devono sottostare agli stessi doveri considerando, però, entrambe le situazioni in base al ceto sociale a cui fanno parte, senza per questo penalizzare gravemente i ceti meno ambienti.

i) Il disconoscimento e la revisione di tutti quei trattati politici, militari ed economici stipulati dal 1945 in poi che hanno limitato di fatto la nostra sovranità nazionale in campo economico, militare e politico.

l) Diritto alla sovranità ed indigenza sociale, politica, economica e finanziaria del popolo italiano.

m) Abrogazione della partitocrazia e di tutte le sue deviazioni per dare vita ad un solo blocco politico.

n) Consapevolezza di essere i nuovi prosecutori dell’ideale fascista accettandone la sua storia per intero, ovvero  dalla sua nascita, 1922, alla sua caduta, 1943.  Facendo propria la sua rinascita avvenuta nel 1943, fino al 1945, accettando e difendendo l’idea che la socializzazione è di paternità fascista e che i soldati caduti per la Repubblica Sociale Italiana devono essere riconosciuti con gli stessi meriti e le stesse onorificenze profusi ai caduti avversari.

Questi sono alcuni dei punti principali ai quali tutti i gruppi dovranno fare riferimento e sui quali, comunque, è accettata la discussione non per deciderne la presenza o meno, ma il valore e i progetti strategici politici.. Quanto acclarato sono i punti cardine del nostro pensiero che costituiscono i pilastri fondamentali della nostra storia e dei nostri ideali.

 

 

Regole Interne

All’interno del movimento  sono previste una serie di norme comportamentali che dovranno essere accettate da tutti i singoli militanti e dalle organizzazioni politiche e/o culturali collaboranti:

1)      Nel movimento vi è assoluta libertà di espressione. Non devono, però, esserci discorsi  ingiuriosi  e/o diffamatori nei confronti di chiunque faccia parte del Nuovo Ordine Nazionale o del progetto della “Comunità Fascista”.

2)      Tutti i militanti del movimento e i gruppi inseriti nella “Comunità Fascista”hanno il dovere di ascoltare il pensiero altrui e di proporre le proprie idee a riguardo, affinché un concetto possa trovare la giusta strada  per essere materializzata e messa in atto nel migliore dei modi. Stesso discorso, quindi, è per il diritto di replica. Ogni militante, o esponente dei gruppi presenti, potrà replicare sulle idee altrui e sulle eventuali modifiche proposte.

3)      Il principio secondo il quale tutti gli aventi diritto possono esprimere le loro idee e concetti e, a questi, possono essere espressi pareri e valutazioni, si basa sul concetto della piena fiducia data agli organi superiori, i quali devono essere considerati strettamente legati alla base. Lo stesso principio deve considerarsi applicato, nelle parole e nel pensiero espresso, per chiunque faccia parte del movimento La regola del principio appena esposto deve essere considerata come la ferma volontà di ogni partecipante a manifestare serenamente e costruttivamente i propri pareri per  conseguire lo stesso obiettivo politico e sociale voluto dall’intero movimento.

4)      E’, altresì, necessaria la indiscussa volontà di accettare gli ordini che vengono impartiti dalle gerarchie del movimento, che sono frutto di quella selezione meritocratica che regola tutte le posizione gerarchiche presenti nel Nuovo Ordine Nazionale. 

5)      Divieto assoluto di offesa verso lo Stato e le sue Istituzioni. Questo punto deve avere una chiara chiave di lettura per tutti. E’ obbligatorio, per noi, essere ligi a questo punto in quanto il rispetto richiesto ci permette di essere presenti sulla scena politica e sociale. Scontrarti direttamente, (politicamente inteso), con le Istituzioni di Stato equivarrebbe a combattere un gigante avendo, di contro, le mani legate. Ogni forma di scontro politico deve essere impostato secondo le proprie possibilità e senza dare adito alla controparte di intervenire con tutto il proprio potere, cosa che provocherebbe un inevitabile e schiacciante predominio. Ad ogni tempo la sue strategie. Oggi la strategia politica e sociale del N.O.N. richiedono questo tipo di regole. Ciò non toglie, comunque, la libera espressione di critica ed, eventualmente, di dissenso nei confronti delle istituzioni.

6)      Diritto alla critica da parte dei militanti e dei gruppi associati  su quanto il movimento intende mettere in atto. Ma tale diritto deve basarsi sulla volontà di collaborazione per creare nuovi spunti o modificare la meglio quelli già esistenti. La critica fine a se stessa o di principio deve essere eliminata. In caso di reiterazione di tale forma di contrasto ripetuta più volte dagli stessi militanti, o dagli esponenti dei gruppi collaboranti, deve essere valutata seriamente  la possibilità di eliminare dal movimento coloro che tendono a destabilizzare gli equilibri interni del movimento.

7)      Assunzione di responsabilità personale e di accettazione da parte di tutti i militanti e di tutti i gli esponenti dei gruppi facenti parte del “Comitato Fascista” dei principali valori a cui si rifà il Nuovo Ordine Nazionale, ovvero: etica, morale, disciplina, rispetto reciproco tra camerati e rispetto delle gerarchie.

8)      Dovere di tutti i militanti e di tutti i responsabili degli altri gruppi di far rispettare le regole ed i principi sui quali si basa il movimento.

9)      Accettazione ogni tipo di diversità intellettuale presente nel movimento, con diritto di replica e di critica costruttiva.

10)  Accettazione dell’obiettivo prioritario voluto dal movimento, ossia il benessere dell’intera Nazione quale fine ultimo ed interesse principale, al di sopra del quale niente e nessuno deve avere importanza superiore.

11)  Accettazione del principio secondo il quale nella vita del movimento il concetto di interesse personale non esiste.  All’interno del N.O.N. tutti  i militanti e responsabili di gruppo sono portatori dello stesso ed unico ideale, di uno stesso ed unico Credo sociale e politico. Sulla base alle proprie disponibilità e capacità tutti gli appartenenti al movimento e/o alla “Comunità Fascista” devono essere disposti a portare avanti questa Idea comune  di Nazione sancendo il fondamentale principio secondo il quale il bene collettivo arriva prima dell’interesse personale. Per il raggiungimento di questo alto traguardo sociale e nazionale bisogna operare per la salvaguardia e lo sviluppo dell’identità del movimento, unico ed indivisibile.

12)  Accettazione dell’idea secondo la quale la grandezza del pensiero espresso dal movimento è parto della grandezza delle idee di ognuno di noi. Partecipare, quindi, alla vita politica e sociale del movimento non è solo un dovere ma anche un diritto che tutti i militanti e gli esponenti dei vari gruppi detengono. Il contributo intellettuale e fisico di ogni singolo elemento è indispensabile! Essere presenti e sacrificarsi per l’Ideale collettivo non deve essere vissuto come un’onere ma, piuttosto, come un onore. Chi, dentro di se, non percepisce la necessità di sentirsi onorato a far parte del cambiamento politico, sociale e civile della nazione non deve prendersi carico di nessun onere. Deve solo rimanere distante dal movimento.

13)  Non vogliamo essere un nuovo movimento che auspica nuove regole sociali e civili, né vogliamo accaparrarci la paternità di quelle oggi esistenti. Noi vogliamo solo mettere in atto quanto è stato già elaborato nel periodo fascista della Repubblica Sociale Italiana.  Perciò non ci sentiamo legati a nessuna specifica forma dottrinaria democratica e a nessun dogma socio politico. Ci rifiutiamo di schematizzare  le nostre idee evolutive e  di ridurre nei limiti angusti ed artificiosi di un programma dogmatico ed intangibile tutte le mutevoli e multiformi correnti di pensiero, le indicazioni e le esperienze che l’opera  del tempo e la realtà delle nuove situazioni suggeriscono ed impongono.

14)  Ripristino del vero concetto di Cameratismo, unico mezzo a nostra disposizione capace di creare quella fratellanza e vicinanza smarrita ormai da tempo. Tutti abbiamo il dovere di renderci partecipi per creare un nuovo spirito rivoluzionario, capace di sconvolgere il torpore attuale delle anime, dovuto alla continua sopraffazione degli interessi personali ed dell’arrivismo più becero. La corsa al potere, alla poltrona, non deve far parte del nostro patrimonio intellettuale e culturale, ma deve essere sostituito dal senso del dovere e dell’etica, della fratellanza e del sacrificio affinché si arrivi al raggiungimento degli obiettivi prefissati. Una grande coesione non solo di pensiero, ma anche di anime, ognuna con il proprio cervello, ognuna in grado di una propria visione non intaccata dal rendiconto personale o dai lavaggi di cervello compiuti da chi gi governa da troppo tempo, ma dalla voglia di potersi rendere utili nel cambiare i ritmi e le regole di questa società troppo sporca e troppo ricattabile.

15)  Disciplina. Dovere. Sacrificio. Libertà. Etica. Meritocrazia. Cameratismo. Queste sette semplici parole racchiudono la sintesi dell’IDEA.

È bene soffermarsi su questi concetti etici, troppo spesso dimenticati, trascurati o vanamente evocati con la solita sorpassata retorica:

Disciplina: essa deve regnare assoluta, così come il rispetto delle gerarchie. Dove esiste la disciplina esiste anche una salda e forte organizzazione preposta ad avere successo nelle operazioni politiche e sociale per le quali si batte. Senza una seria organizzazione si è destinati a perdere.

Dovere: il senso del dovere è fondamentale. È necessario ritornare a capire che prima di tutto esiste il dovere di partecipare alla costruzione dell’idea e alla difesa di questa, dando il proprio contributo intellettuale e fisico che non deve scendere mai al di sotto delle proprie capacità e disponibilità.

Sacrificio: manca in tutti noi lo spirito del sacrificio. Consumati dal panciafichismo raggiunto in questi anni, noi, discendenti degli arditi del 15-18 non riusciamo più a comprendere che bisogna tirarsi su le maniche e lavorare, sudare, studiare, lottare politicamente e socialmente, partecipare alla vita del movimenti, impegnarsi ogni giorno, in ogni luogo, sempre.

Libertà: quello che oggi manca alla nostra Patria. Non esistono né  libertà di pensiero, di espressione. Tutto è sotto controllo della “democrazia” all’interno della quale, banche, sionismo, massoneria, mafia corruzione fanno da padroni. Il partitismo cosiddetto “democratico” poi,diventa  sempre più invadente e sempre più ossessivo arrivando all’arroganza e andando oltre fino alla prepotenza. L’insieme di tutti questi elementi ha dato vita ad una democrazia che ha saputo sancire solo diritti, escludendo quasi sempre i doveri. Occorre ripristinare quindi i valori e le regole comprendendo che la vera libertà esiste solo se ci sono delle regole. Diversamente quella sedicente libertà non si chiama né democrazia, né, tanto meno, fascismo, ma anarchia.

Etica: ritornare a pensare che l’onestà, (morale e intellettuale), sia la prima di tutte le virtù: senza di essa non vi è posto per la fiducia, non vi è alcun principio democratico, non vi sono tutti quei principi di cui uno governo dovrebbe esserne il supremo garante. Senza l’etica la cosa più importante che primeggia è il potere politico che permette ricchezze e connivenze mafiose. Stessa cosa vale per i partiti che hanno permesso tutto questo o che sono nati proprio grazie alla mancanza dell’etica.

Meritocrazia: abbiamo bisogno di cercare la meritocrazia, nello stato, nei partiti, nella società ove tutto viene concesso solo con i favoritismi, con il voto di scambio, con il ricatto. Il merito di chi lavora, di chi produce, di chi studia viene sempre soppresso a favore di chi usa il “lecchinaggio”, di chi usa l’imbroglio, le conoscenze. Bisogna riportare in auge il valore della meritocrazia, unica soluzione di miglioramento .

Cameratismo: fratellanza, amicizia, fiducia, ammirazione, spirito di emulazione: tutto questo manca nei movimenti facenti parte della cosiddetta area. Il cameratismo, al di fuori dei movimenti d’area diventa fratellanza per il popolo italiano. Ma anche in esso manca questo elemento, svenduto e dimenticato grazie ad un progredire di moralismi catto comunisti che hanno deformato realtà semplici e naturali. La fratellanza oggi si scambia per buonismo e universale comprensione nei confronti di tutti, compresi i delinquenti di ogni risma, nazione e credo religioso.

 

 

 

5.      Le idee forza dell’azione politica

È necessario che il movimento abbia un “credo” chiaro, definito e facilmente comprensibile per tutti. Le idee forza, in gran parte già enunciate nel presente statuto, potranno essere una valida base per il miglioramento dell’attuale programma politico e potranno costituire i punti chiave da cui si evincerà nell’immediato la posizione politica del movimento. Le idee forza saranno la base di partenza per la creazione di ogni tipo di messaggio esterno; saranno le pietre miliari che daranno il chiaro segnale sul nostro modo di vedere il mondo; saranno i punti p